Stadio, la Roma rilancia. Un mese per il sì

Il progetto dello stadio della Roma va avanti, con i suoi ritmi, con il suo passo prudente, ma va avanti.

di finconsadmin

Conferenza dei servizi aperta e chiusa dopo due round. Come riporta oggi il Corriere dello Sport, nessuno si è incatenato ai cancelli e nessuno si è sdraiato in mezzo alla strada per bloccare l’iter. Il progetto dello stadio della Roma va avanti, con il suo passo prudente, però va avanti.

Due round anzi tre, perché in mattinata c’era stato un incontro preliminare tra il sindaco Ignazio Marino, gli assessori maggiormente coinvolti nella questione, il costruttore Luca Parnasi e l’architetto Daniel Libeskind, che a differenza di Dan Meis, autore dello stadio vero e proprio, ha la responsabilità delle opere di supporto: parchi, zona commerciale, aggiornamento delle infrastrutture e dei trasporti. 

 

Il progetto originale presentato dalla Roma è stato emendato, com’era prevedibile. Però nessuna delle osservazioni avanzate nelle due sessioni della conferenza ha scoraggiato i proponenti dal portare avanti l’opera.
Al Comune di Roma la prospettiva che lo stadio effettivamente si realizzi piace. Ancora di più piace l’idea che si faccia senza sforare di un dito le regole del gioco. E’ stata richiesta massima attenzione alle questioni ambientali e naturalmente è stato sottolineato il problema della raggiungibilità dell’impianto.
Il potenziamento della metropolitana e del trasporto su ferro in generale è considerato una priorità rispetto al miglioramento della viabilità stradale. La Roma e i suoi tecnici hanno proposto: noi mettiamo i 270 milioni promessi, poi sia l’amministrazione comunale a decidere come spenderli. Risposta: sì, ma cerchiamo di limitare al massimo l’aumento delle costruzioni richieste rispetto al piano regolatore attuale.
Insomma, si discute. Ma nessuno tira il freno d’emergenza per bloccare tutto. Clima positivo, come amano dire i politici meno abituati alla politica. Marino racconta: «Libeskind mi ha spiegato che il suo approccio è studiare con noi l’interesse della città e di modulare il disegno dei nuovi edifici tenendo conto anche della sua impronta culturale» .

 

Ci sarà da lavorare intorno al progetto per ottenere la dichiarazione di pubblica utilità. Di qui a martedì tutte le osservazioni verranno verbalizzate e Libeskind potrà mettersi ad apportare al progetto tutti i cambiamenti necessari.
L’aspetto positivo della vicenda sta nel fatto che Pallotta, Parnasi e compagnia ritengono tuttora praticabile l’impresa, ci credono e intendono portarla avanti. Quindi la sostenibilità economica del progetto non è stata abbattuta dal primo fondamentale passaggio giuridico.
Il sindaco dal canto suo ha ribadito che i tempi fissati dalla legge vanno rispettati: dunque tra modifiche e successiva approvazione non si potrà andare oltre il 27 agosto. O meglio, oltre la prima riunione degli organi comunali dopo la pausa estiva. Quindi presumibilmente si arriverà ai primi di settembre.

 

 

Dopodiché ci saranno altri sei mesi di dibattiti politici, valutazioni, litigi, conferenza dei servizi a livello regionale e sarà un’altra storia. Ma da ieri la Roma crede ancora di più al proprio futuro. Il consigliere Mark Pannes: «Inizialmente ci prendevano in giro. Abbiamo risposto iniziando a lavorare seriamente. Crediamo con forza in questo obiettivo. E’ un business, ma la passione dei tifosi non conterà di meno per questo» . Ha l’aria di una promessa.

 

 

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