La Roma tende a sparire quando la partita inizia a mettersi in salita. Non accade sempre, ad esempio con il City, dove la squadra ha rischiato di vincere, e con la Juventus, dove la Roma ha perso ma per colpe non sue.

La Roma tende a sparire quando la partita inizia a mettersi in salita. Non accade sempre, ad esempio con il City, dove la squadra ha rischiato di vincere,  e con la Juventus, dove la Roma ha perso ma per colpe non sue. Fatto sta che la Roma, contro le grandi, non si è mai imposta. Un pareggio (Manchester City) e tre sconfitte (Juventus, Bayern e Napoli).

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La Roma vuole vincere lo scudetto ma non riesce a vincere in trasferta. Ci è riuscita ad Empoli e a Parma, ma in entrambi i casi ha avuto qualche difficoltà.
Il dubbio che la Roma costruita per essere la prima in Italia poggi su fondamenta incrinate ha sfiorato ieri la mente di Walter Sabatini e quella del tecnico Rudi Garcia, lo si capiva dal velo nebbioso calato sui loro volti. La perplessità però, non ha toccato i calciatori. Radja Nainggolan per esempio è convinto che la Roma non abbia crepe: "Noi abbiamo sbagliato troppe cose semplici, loro sono stati bravi a difendersi e a ripartire. I gol nascono da lì. Il Napoli aveva più voglia di noi. Siamo entrati in partita dopo un quarto d’ora ed era già troppo tardi. E’ un periodo in cui le cose non ci vanno bene. Bisogna lavorare duro per tornare a essere la squadra che siamo".

Poi aggiunge Pjanic: "Il campionato è difficile ma non è finita qui". Quando ne lui e ne Totti riescono a sottrarre la Roma alla mediocrità e neppure Nainggolan riesce a redimerla dalla stanchezza e dalla lentezza, allora diventa evidente il colore sbiadito sul volto di Garcia. Troppi problemi tutti insieme e pochi giocatori sani e vegeti per affrontarli.

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