Si scrive gol, si legge Roma

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ghiacci) Zeman sì, Zeman no, Zeman così così. Il dibattito è apertissimo: quanto sta incidendo la mano dell’allenatore nel rendimento della seconda Roma di proprietà statunitense? E soprattutto: il cambiamento rispetto al canonico 4-3-3 è stato deciso dall’allenatore di Praga, dai giocatori, oppure è stato concertato? Temi attualissimi tra chi è attento alle sorti giallorosse. C’è un dato, però, che certifica chiaramente che la Roma è una squadra zemaniana: in serie A è l’unica che ha sempre segnato. Neanche la Juventus capolista c’è riuscita (0-0 a Firenze). Gol a grappoli, come sempre accade quando sulla panchina c’è il boemo. La Roma ha segnato 15 reti in 7 partite (nelle classifiche, in attesa dell’ultimo giudizio, è calcolato ovviamente anche lo 0-3 di Cagliari ottenuto a tavolino per decisione del giudice sportivo).

MEDIA – La media gol di Totti e compagni lascia ben sperare i tifosi: qui si va avanti a più di 2 gol ogni novanta minuti, il campionato si chiuderebbe a più di 81 reti. Nelle ultime dodici stagioni, dal 2000-2001 alla fine della scorsa serie A, le squadre che hanno vinto lo scudetto hanno segnato una media di 68,6 gol a campionato. Ciò non significa che basta questo per laurearsi campioni d’Italia, ma certo il fatto di trovare la via delle rete avversaria con facilità è sicuramente un buon punto di partenza. Fino a questo momento, con le stesse 8 giornate alle spalle, in Europa solo cinque altri grandissimi club sono riusciti a segnare in tutte le partite giocate: il Manchester City in Premier, il Barcellona e l’Atletico Madrid nella Liga, il Bayern Monaco e il Borussia Dortmund in Bundesliga.

 

MECCANISMI – La Roma segna con una certa facilità. Questa certo non può essere una novità per una squadra di Zeman. Da sempre i gruppi allenati dall’attuale tecnico giallorosso hanno messo a segno tantissime reti. (…) E’ il frutto di un calcio che punta sempre tanto sulla fase offensiva, anche a discapito di quella difensiva (è il rovescio della medaglia…). Gioco propositivo, sempre volto ad attaccare le difese avversarie, con ritmi alti e senza soluzione di continuità, anche quando il risultato della partita in questione permetterebbe qualche piccolo calcolo. Inserimenti e tagli, sovrapposizioni e tocchi dentro: Zeman chiede questo ai suoi, che ci riescono quasi sempre anche perché supportati da una condizione fisica curata alla grande, nei minimi dettagli. La benzina nelle gambe delle squadre di Zeman mancherà difficilmente: la maggior parte viene utilizzata per andare a fare gol. «Difensori? Non servono tanto noi attacchiamo…» disse Zeman scherzando al direttore sportivo Sabatini che gli chiedeva indicazioni su che tipo di rinforzo acquistare per la retroguardia.

 

TUTTI – Non solo tanti gol, ma anche tanti marcatori. Zeman, nelle 7 partite di campionato giocate finora, ha sempre cambiato l’undici iniziale, non schierando mai dall’inizio la stessa formazione. E oggi sono andati a segno già ben 7 giallorossi: Osvaldo, Totti, Lamela, Florenzi, Bradley, Marquinho e Lopez. Un ottimo risultato, visto che i giocatori che il boemo ha utilizzato finora sono soltanto 19, il numero minore in serie A. Si segna e ce n’è per tutti, in pratica. A questo punto la riflessione è d’obbligo: se proprio c’è bisogno di apportare qualche correttivo agli schemi del 4-3-3 zemaniano, non sarebbe opportuno pensarne qualcuno per la difesa? Se si chiude la porta di Stekelenburg anche solo un po’, le possibilità di ridere a fine stagione aumentano in maniera esponenziale.
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