rassegna stampa

Serie A Juve, Osvaldo: “Conte fenomeno. E la Roma ci farà sudare”

 (corrieredellosport.it) «La Roma ci darà filo da torcere fino alla fine». Lo pensa Daniel Osvaldo che alla tv ufficiale della Juve ha rilasciato una lunga intervista esclusiva.

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 (corrieredellosport.it) «La Roma ci darà filo da torcere fino alla fine». Lo pensa Daniel Osvaldo che alla tv ufficiale della Juve ha rilasciato una lunga intervista esclusiva. L'attaccante bianconero spiega il suo punto di vista sul campionato«La Roma è una grande squadra e gioca un bel calcio, ci darà del filo da torcere fino alla fine. Ogni partita per noi sarà dura, perché contro la Juve chiunque dà qualcosa in più. Lo so bene, perché quando l'affrontavo da avversario avevo grandi motivazioni. Le stesse che avrà il Verona domenica: ci aspetta una partita difficile, con una squadra di qualità. È da queste gare che si deve passare però se si vuole arrivare allo scudetto».

Il nuovo acquisto poi parla dei suoi compagni di reparto: «Fernando è un calciatore fortissimo ed un ragazzo splendido. Non ha solo la faccia da buono, lo è veramente. Tevez? Tifo Boca fin da bambino e quando ero in Argentina pagavo il biglietto per vederlo per vedere giocare Carlos. Ora essere in squadra con lui è un fantastico». Sull'impatto con la Juve di Conte Osvaldo è molto chiaro: «Nei primi allenamenti un po' ho faticato, anche perché con il mister si corre molto, ma è solo questione di abitudine. Conte è un fenomeno. È preparatissimo e pretende molto, ma i risultati poi si vedono. Qui è tutto magnifico, dalla struttura di Vinovo all'organizzazione della società. Capisci subito di essere arrivato nel più grande club italiano e in uno dei migliori d'Europa. La scelta del numero 18? Ho scelto quello perché on ce n'erano molti disponibili e poi il 18 maggio è nato mio figlio Gianluca...».

SULLA SUA AVVENTURA NEL CALCIO - Osvaldo passa poi a parlare della sua crescita nel mondo del calcio: «Mio padre mi portava sempre a giocare a calcetto e in ogni ricordo avevo sempre il pallone tra i piedi. Giocavo già in attacco, perché mi è sempre piaciuto segnare. Mia nonna poi mi dava dieci pesos per ogni gol, quindi ci provavo sempre e non passavo mai a nessuno. Il mio idolo? Batistuta, e non poteva essere altrimenti, essendo cresciuto in Argentina, ma anche Ronaldo, uno dei più grandi. Il mio arrivo in Italia? All'inizio è stata dura (nel 2006, ndr), anche perché non avevo ancora 20 anni e mi mancava tutto. I primi tre, quattro mesi sono stati difficili, ho dovuto festeggiare il compleanno da solo... poi mi sono abituato, ho imparato la lingua in fretta e ora mi sento italiano. Differenze tra Italia, Spagna e Inghilterra? In Inghilterra ha faticato e non sono riuscito ad ambientarmi. È un calcio molto fisico, con contrasti durissimi. In Italia e in Spagna ci si basa più sulla tecnica e sulla tattica e io mi trovo decisamente meglio».

LE CITTÀ IN CUI HA GIOCATO OSVALDO - Più in generale Osvaldo parla delle città in cui ha giocato: «Torino non la conoscevo e devo dire che è bellissima. Sono legato ad ogni città nella quale sono stato: Roma è stupenda, così come Firenze, dove sono nate le mie figlie, ma quella che più mi è rimasta dentro è Barcellona. Il mio sogno? Essere alla Juve è già un sogno e voglio farlo continuare.. E poi il Mondiale... Non dico vincerlo, ma almeno giocarlo...».