I due giovani giallorossi hanno dimostrato di essere all'altezza della rosa di Rudi Garcia e in questa stagione sperano di fare il salto di qualità
Leandro Paredes ha già meritato gli elogi pubblici di Garcia mentre Tonny Sanabria, che ha soltanto 18 anni, si è presentato all’America con una serpentina contro il Liverpool che stava per diventare gol. Il primo ha una cresta curata e un eloquio misurato. Il secondo è più timido, tiene la testa bassa, ma esprime concetti molto ambiziosi.
Hanno seguito un percorso comune, sono compagni di stanza in ritiro e forse sono destinati ad andare avanti insieme: Paredes, argentino, è entrato in Italia con l’aiuto del Chievo che lo ha tesserato a gennaio; Sanabria, paraguaiano, ha conosciuto la serie A attraverso il Sassuolo. Siedono uno accanto all’altro, dopo essere stati introdotti all’uditorio dal maestro di cerimonia Italo Zanzi. Il primo a parlare è Paredes: «Mi piace giocare la palla ed essere utile alla squadra. Queste credo siano le mie caratteristiche. Non importa dove. Posso giocare in tutti e tre i ruoli del centrocampo o anche un po’ più avanti. Spero di inserirmi in fretta nella Roma e di adattarmi alla serie A». Ha due idoli, Leandro: «Riquelme e Zidane. Con Roman ho giocato al Boca e gli devo tantissimo, mi ha insegnato molto. Per me è stato fantastico conoscerlo, ancora adesso siamo in contatto. Invece Zidane avrò modo di incontrarlo a Dallas, visto che affrontiamo il Real Madrid. Non vedo l’ora». Nel Chievo ha giocato solo 16 minuti contro il Torino ma ha già capito molto: «Non so perché non sia stato utilizzato di più. L’allenatore (Corini, ndi) ha deciso così. Comunque ho notato che rispetto al campionato argentino da voi è tutto più veloce: si gioca di prima o a due tocchi e bisogna abituarsi. Al Boca era diverso. Non è vero che ho avuto un calo di forma nell’ultimo anno. Semplicemente mi è capitato un infortunio che si è risolto dopo tre mesi e mezzo, quando ormai il campionato era quasi finito».
Anche Sanabria ha giocato poco nel Sassuolo di Eusebio Di Francesco: due spezzoni contro Udinese e Sampdoria per un totale di 37 minuti. Però ha dimostrato molto carattere. «E’ stata una decisione difficile - spiega - ci ho pensato tanto e alla fine credo sia stata la cosa migliore. Nella vita bisogna prendere dei rischi, altrimenti non si ottiene niente. E adesso cercherò di far vedere quello che valgo. Non ho fissato un obiettivo di minutaggio o di presenze, voglio allenarmi giorno per giorno per migliorare». Evita di descriversi: «Non amo parlare di me stesso, preferisco che lo facciano gli altri. Diciamo che penso di avere una buona tecnica ma so anche che devo crescere tanto, in tutto». Anche per Sanabria, che ha già 3 presenze nella nazionale paraguaiana, i modelli individuati sono di altissimo profilo: «Il migliore di tutti è stato Ronaldo. Intendo Ronaldo Nazario. Ma mi piace molto anche Benzema».
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