Roma, paradosso Pjanic

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) – E’ un progetto di campione, un ragazzo dai piedi delicati, un centrocampista che farebbe comodo a qualunque squadra.

Non a caso, un anno fa è costato 11 milioni cash. Eppure Miralem Pjanic ancora non sa quale ruolo avrà nella Roma di Zeman. Soprattutto, Zeman lo considera adatto al suo gioco?

 

L’APPROCCIO – Nel 4-3-1-2 di Luis Enrique, Pjanic ha giocato quasi sempre interno di centrocampo. E’ stato utilizzato come rifinitore solo in assenza di Totti e una volta, a Torino contro la Juve, ha fatto addirittura l’esterno nel 4-2-3-1, in una posizione simile a quella che spesso occupa nella nazionale bosniaca. «Pjanic è un trequartista, siamo noi ad avergli chiesto di giocare come centrocampista puro» ha raccontato Luis Enrique, per rafforzare il suo concetto di calcio offensivo fino all’eccesso. E in parte ha funzionato, l’idea di aggiungere talento alla linea mediana.

LE DIFFERENZE – Ma il possesso palla di Luis Enrique, insistito nei passaggi orizzontali, esaltava certe caratteristiche. Pjanic è un giocatore che ama avere la palla tra i piedi per gestire la manovra e sfruttare la qualità nel palleggio. Con Zeman il possesso palla è verticale, rapidissimo, fatto di continui cambi di ritmo e di tagli, e i due centrocampisti intermedi devono abituarsi a infilarsi negli spazi, per inserirsi nell’area nemica e andare al tiro. Paradossalmente, per quanto ha mostrato finora, Pjanic potrebbe trovarsi più a suo agio davanti alla difesa, come regista, sempre che impari a inseguire gli avversari. Oppure come esterno d’attacco, con i movimenti spalle alla porta che faceva Insigne a Pescara. «Devo imparare ad essere più decisivo, incidere con i gol» ha ammesso Pjanic. A 22 anni, con un allenatore che adora il calcio offensivo, ha l’occasione di crescere molto. A patto che riesca ad assimilare le caratteristiche del giocatore zemaniano: atleticamente preparato, tatticamente disciplinato.

IL BILANCIO – Pjanic ha chiuso la sua prima stagione italiana con 30 presenze (29 da titolare) e 3 gol, tutti all’Olimpico, con un crollo verticale delle prestazioni nel girone di ritorno. Probabilmente era stanco per una stagione infinita: aveva cominciato la preparazione a giugno nel Lione, con cui aveva anche segnato una rete nel campionato francese prima del trasferimento alla Roma che si è concretizzato il 31 agosto, a poche ore dalla fine del mercato.

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