Roma e Sensi, lite al veleno

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – Botta e risposta, senza esclusione di colpi. Da lì, poi, la polemica che poteva essere tranquillamente evitata se solo fosse stata usata un po’ più di attenzione. Da registrare, su tutto, la spaccatura che da ieri a Roma è tornata prepotentemente a galla: tra vecchia e nuova gestione. Sarebbe bastata solo un po’ più di attenzione. In primis da parte di Mauro Baldissoni, che intervenuto al giovedì a un convegno di legali in sostituzione del direttore generale della Roma Franco Baldini (assente per sopraggiunti nuovi impegni), si è lasciato scappare un paragone con la famiglia Sensi quando gli è stato chiesto se la lontananza della proprietà statunitense potesse essere un problema per il club giallorosso: «E’ pura letteratura. Quante volte è stata nello spogliatoio Rosella Sensi? E Franco Sensi? Forse una…» .

REPLICA – Passarci sopra, aspettare o attaccare subito? Forse, anche nel caso dell’ex presidente della Roma Rosella Sensi sarebbe bastata un po’ di attenzione in più. E invece il contrattacco è partito subito, forse perché di mezzo c’era un pizzico di orgoglio di figlia che si è sentita offesa: «Sono allibita – ha detto ieri ai microfoni di Centro Suono Sport – spero che il signor Baldissoni torni presto a fare l’avvocato, che credo sia il suo mestiere. Come dirigente è un dilettante e non conosce le cose. Non c’è tanto da incensare quello che ha fatto Franco Sensi, un immenso presidente, perché lo sanno tutti tranne lui.  
Non voglio neanche commentare. Da figlia e da tifosa non ammetto che dei dilettanti parlino della Roma, che vorrei vedere vincere. Ciò che non voglio è sentire parlare a sproposito del passato. Questo signore abbia la decenza di avere rispetto di chi non c’è più e si documenti» . (…)

RETROMARCIA 
– Il caos. Che ha portato Baldissoni, consigliere della Roma, uomo di fiducia e avvocato del club, a parlare davanti alle telecamere di Roma Channel: «Voglio chiarire questo sciocco incidente, un equivoco. Nessun accenno da me è stato fatto sulla gestione pregressa, dei Sensi, come possono confermare gli oltre duecento partecipanti che erano al convegno. La Sensi dice che sono un dilettante? Ha ragione, faccio l’avvocato e non il dirigente. Il suo intervento però è arrivato a seguito di una strana elucubrazione di alcuni giornalisti. Mi è stata fatta qualche domanda sulla lontananza  
della proprietà, ma io ho liquidato subito. Non ho fatto nessun attacco alla famiglia Sensi, mai mi è venuto in mente di farlo. Questa società fa di tutto per ricordare la storia della Roma. Ho sentito di foto del presidente Sensi staccate che invece campeggiano ancora a Trigoria. Andare contro la vecchia società non è intenzione della nuova società. Io poi il giorno dello scudetto 2001 ero in curva Sud e mi auguro che questa società possa ripetere quanto fatto dalla famiglia Sensi» . (…)
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