Roma di rigore

di Redazione, @forzaroma

Come scrive oggi il Corriere dello Sport, può darsi che un giorno o l’altro si renda necessario tirare i rigori di qualche spareggio. Per questa stagione, può capitare solo in Coppa Italia. E scendendo lungo la scala delle probabilità non è escluso che per sciogliere il nodo si debba andare avanti fino a esaurimento cecchini. A quel punto dovrà esserci una gerarchia precisa che penetri in profondità nella lista dei giocatori. Per adesso sei possibili rigoristi bastano e avanzano. Avanzano talmente che sevono i turni e bisogna scegliere volta per volta chi va a segnare o a prendersi il rischio di incassare qualche improperio. L’elenco dei sei è presto fatto: Totti è il primo tra gli eguali, poi Strootman, Pjanic, De Rossi, Ljajic, Borriello.

ANTISTRESS – Ora, la Roma non ha ancora dovuto rassegnarsi a rigori contro. Segno che difende con ordine e disciplina. Ha invece goduto di quattro rigori a favore. Segno che si attacca con efficacia e imprevedibilità. Sono stati trasformati tutti, ottima percentuale di riuscita. Di più: ciascuno è stato trasformato da un esecutore diverso. Tutti estratti non a sorte da quella lista ristretta di cui parlavamo sopra. Estratti in base a ragionamenti e a sensazioni del momento.

Tre volte su quattro Totti era già uscito dal campo al momento del rigore. C’era solo a MIlano con l’Inter e ha chiuso la sua doppietta, sapete, lassù in cima ai sogni appare sempre la sagoma lontana di Piola con il suo record sottobraccio.

STORIE – Gli altri rigori sono stati tirati da Strootman, inizialmente spacciato come vice fisso in materia, Ljajic e Pjanic. E Garcia ha spiegato:«Non esiste un vero e proprio secondo rigorista. Lo decidiamo partita per partita» . Banalizzando si potrebbe sintetizzare che chi sente il cuore in pace e le gambe ferme si presenta al portiere avversario. In parte è vero.

Ogni rigore tirato in questa stagione dalla Roma ha conosciuto storie diverse. Al derby è stato Ljajic a chiedere, quasi a supplicare di essere designato. Glielo hanno concesso anche perché Strootman era stravolto dal caldo. Con il Napoli, Pjanic mutava in oro qualsiasi cosa toccasse e non voleva sprecare neppure un istante della serata d’incanto. Garcia raccoglie le candidature, studia la situazione e decide. Perché decide lui, che cosa vi eravate immaginati?

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