Quando il Barça ha chiesto Pjanic e la Roma ha rifiutato 25 milioni

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport) Tentate di nuovo, ma non è detto che sarete più fortunati. Alla Roma non sono tremati i polsi, quando per Miralem Pjanic sono arrivate offerte mica da ridere: euro e sterline, con tanti zeri. Il bosniaco piace in Germania, in Spagna e in Inghilterra. E se la storia recente della serie A racconta che il cartello «incedibile» è finito in disuso, venticinque milioni di euro non sono bastati per strappare il centrocampista alla Capitale: le lusinghe sono arrivate da Barcellona, stopparle non deve essere stato semplice; in ballo non c’era lo stile azulgrana, ma tanti soldi, di fronte ai quali la Roma ha avuto la forza di voltare le spalle. Stessa sorta è toccata a chi ha messo sul piatto venti milioni di sterline. Nel novero degli estimatori si conta anche il Bayern Monaco: i tedeschi sanno cosa li aspetta, se avessero in mente di tentare l’assalto.

PROTAGONISTA – In un calcio che troppo spesso si nasconde dietro al fair play finanziario, la logica della plusvalenza per una volta non ha fatto da bussola: un anno fa il cartellino di Pjanic costò 11 milioni, da pagarsi in tre rate, l’ultima delle quali il 30 giugno 2013; al giocatore fu garantito un contratto da 3,6 milioni lordi più premi, a salire fino ai 4,5 della stagione 2014-2015. Sui conti sono prevalse le doti del ragazzo, ventidue anni compiuti ad aprile: il club giallorosso vuole farne uno dei volti del presente e del futuro, in cui anche il tifoso possa riconoscersi; Zdenek Zeman, più semplicemente, lo considera un punto di riferimento della nuova Roma.
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