Prandelli: punto sul loro orgoglio. De Rossi: “Meglio che non parli”

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Polverosi) – Quando in Serie A comandavano gli stranieri, Prandelli si era quasi abituato a mettere in campo azzurri reduci da una panchina. Mai però aveva convocato (con la forte possibilità di schierarli da titolari nella gara della Nazionale) giocatori rimasti fuori dalla propria squadra con l’accusa di scarso impegno durante gli allenamenti. De Rossi (che ieri, all’arrivo a Coverciano, ha tagliato corto: «No, niente conferenza, meglio di no: si parlerebbe solo di una cosa») giocherà in Armenia dopo aver trascorso una partita intera in panchina contro l’Atalanta. Osvaldo lo stesso. «Vuol dire che avremo giocatori più freschi», dice Prandelli, in realtà più preoccupato e soprattutto più perplesso di quanto desideri apparire. Gli esclusi di Zeman sono pezzi forte della sua Nazionale e forse per questo (ma non solo per questo) se fosse costretto a scegliere, fra il boemo e i giocatori, starebbe al fianco dei suoi azzurri. «Se sono sorpreso per la loro esclusione? Ogni allenatore decide in base a quello che vede. Anche altri sono andati in panchina»[…]

GIOCATORI DISPONIBILI – Per il ct, l’accusa di Zeman è di quelle che fanno male. «E’ un’accusa pesante, grave. I giocatori dovranno recuperare l’immagine migliore e farlo in fretta. Noi abbiamo sempre avuto ragazzi non solo disponibili, ma anche pronti a due allenamenti al giorno». E questa è la risposta, da Coverciano, per il boemo. In Nazionale, De Rossi e Osvaldo non sono mai stati un problema, non si sono mai tirati indietro. «Ogni allenatore è responsabile della propria squadra, Zeman è un tecnico esperto e se ha toccato certi tasti avrà avuto i suoi buoni motivi. Consigli non ne posso dare, ma quanto ha detto potrebbe essere anche una provocazione». […]
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