Dopo le ultime dichiarazioni di De Santis sale la tensione in vista del match del San Paolo tra Napoli e Roma il 1 Novembre

La partita tra Napoli e Roma si sta avvicinando, e la situazione tra le due tifoserie è ancora critica dopo i fatti di Coppa Italia, e soprattutto dopo le recenti dichiarazioni di Daniele De Santis di aver sparato sul tifoso napoletano, Ciro Esposito: «Sì, li ho esplosi io. Sono stato costretto a sparare, mi stavano ammazzando»Come riporta l’edizione odierna de “Il Corriere dello Sport”, è arrivata la confessione di Gastone in due pagine scritte a stampatello e confermate poi nelle dichiarazioni spontanee durante l’interrogatorio avvenuto ieri a Viterbo. «Sono disperato per la morte di Ciro Esposito, non volevo uccidere proprio nessuno. Voglio dire che è vero, alla fine i colpi li ho esplosi io, ma senza mirare. Ero pieno di sangue dappertutto. Mi stavano ammazzando punto e basta».Altre cose da chiarire? «Non posso farlo ora, tutte le parole su quello che è accaduto realmente alimenterebbero un clima di odio e scatenerebbero qualche altro pazzo, visto che m’hanno messo contro una città intera come se fosse una guerra. Ho paura per la mia famiglia». E ancora: «Sono uscito per chiudere il cancello, dove vivo, perché si sentiva un casino di bomboni e fumogeni. Hanno detto che ho attaccato le donne e i bambini, ma non l’ho mai fatto in vita mia. Non ho lanciato bomboni, ho solo raccolto un fumogeno che stava per terra e l’ho tirato. A quel punto mi hanno rincorso in trenta o forse più, mi hanno preso a bastonate e coltellate. Mi sono rotto la gamba, i medici mi hanno detto che rimarrò zoppo».La reazione della signora Antonella Leardi, la madre di Ciro Esposito, non tarda. «Dice che ha sparato perché aveva paura, ma io non gli credo: è una bugia: è uscito attrezzato per fare del male. Ha aggredito mio figlio prima di essere picchiato. Il linciaggio è avvenuto dopo gli spari. Spari contro tre persone: avrebbe potuto ucciderle tutte, così come ha ucciso mio figlio». Gastone ha scritto di essere disperato per Ciro: «Mi fa piacere, significa che ha una coscienza».Intanto per il match del 1 Novembre al San Paolo gli agenti di polizia potrebbero anche arrivare a mille unità, e non è escluso che alla vigilia, per diffondere messaggi di pace e serenità, possano essere coinvolti i capitani delle squadre, gli allenatori o altri personaggi carismatici per i due popoli di tifosi.

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