Pescara rassegnato: “Alla Roma dice sì”

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-G.Febbo) «Sono dieci giorni che la Roma gli sta dietro» . Questa frase rubata a Daniele Delli Carri è la dimostrazione che gli incubi del Pescara si stanno materializzando.

Il direttore sportivo del Pescara, lo stesso che l’anno scorso più o meno di questi tempi aveva avuto l’idea meravigliosa di contattare Zdenek Zeman, è tra i primi a rassegnarsi. Sapeva bene da dove poteva arrivare il pericolo, non da Genoa e Fiorentina con le quali il tecnico boemo non aveva voluto neanche abbozzare una trattativa, ma dalla Roma, solo dalla Roma. Perciò quando nei giorni scorsi sembrava che sulla panchina giallorossa dovesse approdare Montella aveva tirato un sospiro di sollievo, si era rilassato. (…)

 

 

SCONFORTO Pescara sportiva è caduta nello sconforto perché sa che non riuscirà a trattenerlo, che per Zeman la Roma è un’attrazione irresistibile. Eppure lo staff societario adriatico, finché non sarà detta l’ultima parola, si aggrappa a quella piccolissima percentuale di speranza. In queste ore tutti sono gomito a gomito con il tecnico di Praga. Certo, per capire hanno capito. Dai suoi sguardi, dai suoi atteggiamenti, soprattutto dai suoi silenzi. Però vanno avanti, si comportano come se nulla fosse. Nella notte tra sabato e domenica lo hanno fatto bere e ballare in un locale adibito al proposito per la festa privata della promozione. Ieri sono stati insieme sul pullman scoperto che ha attraversato la città, poi sul palco nella Piazza centrale. Con un pizzico di malinconia, ma sforzandosi di non farla trasparire. Ci hanno provato anche i tifosi con uno striscione la libro Cuore. Hanno puntato sui sentimenti. «Un anno di lacrime tra la gioia e il dolore, te lo chiede questa gente, firma col cuore» .

 

CUORE – Il problema è questo, se firma col cuore non ci sono chance. I cronisti hanno chiesto al boemo cosa ne pensasse delle parole sullo striscione. «L’ho letto» , si è limitato a rispondere. Non che sia rimasto impassibile, ma la vita è fatta di priorità. La percezione dell’addio ha portato anche il presidente pescarese, Daniele Sebastiani, ad una dichiarazione per certi versi forte: «Io per natura sono ottimista, quindi anche in questa vicenda sono fiducioso. Penso che il mister abbia capito quanto bene gli vogliamo qui e che tipo di famiglia siamo. Non credo sia un aspetto secondario, altrimenti non saremmo riusciti a superare certi momenti terribili come la morte di Franco Mancini. Sappiamo che la Roma è l’unica squadra che può farlo vacillare. Parliamo di un club importante, l’accostamento fa piacere a lui e di riflesso anche a noi che lo abbiamo scelto quando nessuno lo voleva. Vuol dire che siamo stati bravi. Vederlo in Lega pro, con tutto il rispetto, era una bestemmia. Ora se vuole andare via lo farà, ma sa quello che perde» . (…) Delli Carri, invece, deve per forza mantenersi freddo. Anche perché con tutto il lavoraccio che lo attende per la ricostruzione post-Zeman non ha troppo tempo per i rimpianti. Prima, però, si concede le ultime riflessioni: «Da mesi parlavano con il mister del rinnovo, i programmi li sapeva e li sa, non c’erano problemi dal punto di vista economico. Eravamo consapevoli che l’unico rischio fosse la Roma, per lui è una questione di sentimento. Adesso le sirene e i segnali fanno pensare a un matrimonio, però bisogna essere in due a sposarsi»

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