Perrotta, quella corsa colorata di giallorosso

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – Un anno e sette mesi di distanza. Di mezzo ci sono sempre i soliti quattro minuti. Il 23 aprile del 2011, dopo 4 minuti, Simone Perrotta segnò al Chievo decidendo la sfida dell’Olimpico. Due giorni fa, quando mancavano 4 minuti al fischio finale di Siena-Roma, ha segnato il gol del sorpasso giallorosso, scatenando l’entusiasmo suo, del gruppo giallorosso e di tutti i tifosi romanisti, quelli arrivati al Franchi e quelli seduti davanti alla televisione. Bella storia e soddisfazione meritatissima per il centrocampista, che non ha mai rotto le scatole a nessuno[…]

PROFESSIONISTA – Il contratto di Perrotta scadrà al termine di questa stagione: non sa ancora cosa farà ma ieri non ci ha pensato. Si è goduto il day after in tranquillità, come suo solito. Ma in cuor suo, molto probabilmente, ce l’ha con gli attuali dirigenti, gli stessi presi in giro da Firenze dall’altro centrocampista scaricato, vale a dire Pizarro ( «Il progetto viola? No, il progetto ce l’hanno solo a Roma…» ). Perrotta non ha nulla contro Zeman, con cui invece va d’accordo. «Parlerò quando avrò segnato tre gol…» si è fatto sfuggire con un sorriso di ritorno da Siena domenica sera. Ma forse, non ha più voglia di dire qualcosa: lui sa perfettamente cosa ha fatto nelle sue otto stagioni giallorosse (nove con quella attuale) ed è convinto che lo sappiano anche i tifosi.[…]
SQUADRA – Perrotta non fa storie, è un uomo, un marito e un padre tranquillo. E, a quanto pare, un compagno di squadra ideale, di quelli che si vorrebbero sempre avere. Lo conferma lo stesso Totti: «L’esultanza della squadra alla rete segnata da Simone era densa di significati, un segno di quello che lui rappresenta per tutti noi, dai più esperti ai giovani che magari fino a qualche tempo fa lo avevano visto giocare in televisione mentre ora hanno l’opportunità di averlo come compagno di spogliatoio. Simone è un campione ed un esempio di come va vissuta la professione di calciatore, un modello di serietà, impegno e valori morali, una persona su cui si può sempre contare. Questa per me non è una scoperta di oggi, personalmente ho avuto la fortuna di condividere con lui tanti momenti di sport e di vita. Anche per questo vedere tutta la squadra che lo abbracciava mi ha regalato un’emozione speciale. Perché la Roma intera in quell’istante stava abbracciando tutto quello che è Simone Perrotta: un grande uomo, un professionista degno della massima fiducia e un vero romanista» . Un elogio, quello del capitano, che vale più di altre mille parole. D’ora in avanti la permanenza di Perrotta a Trigoria avrà tutto un altro sapore: se lo merita.
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