Pallotta, il peso delle parole

di finconsadmin

Le parole di?Pallotta, il presidente che non ama la cravatta e che preferisce farsi chiamare semplicemente Jim, sono rimbalzate velocemente da New York fornendo ampio materiale ai media di tutti i tipi per una miriade di commenti pi? o meno adeguati. Sicuramente qualcosa va approfondito, scrive oggi il Corriere dello Sport.

Nella conferenza newyorkese, il presidente americano ha messo giustamente l?accento sui progressi fatti dalla societ? rispetto al brand, al marchio Roma che pu? avvalersi ora di un accordo decennale con il colosso?Nike?(cosa impensabile fino a qualche tempo fa), dell?esclusiva con la?Disney?nonch? di abbinamenti ai massimi livelli come l?accordo stretto con la?Volkswagen.?Tutto bene, anzi, benissimo. Resta il fatto che questi ed altri mega-sponsor, che saranno sicuramente i benvenuti, per quanto possano migliorare l?immagine, non possono fare direttamente risultati, punti in classifica.
Pallotta si ? mostrato ottimista, soddisfatto della scelta-Parnasi e delle poche difficolt? (a suo dire) fin qui incontrate nello sviluppo del progetto da concretizzare sull?area individuata di?Tor di Valle.?Non c?? dubbio che tra i tanti fattori che possono potenziare la Roma, lo stadio sia quello principale. Fossimo in Mister Jim non sottovaluteremmo per? la burocrazia romana e i suoi mille bizantinismi.
Qui qualcosa non torna, o forse ? solo questione di tempistica. Pallotta dice che gli telefonano un po? da tutto il mondo informandosi sulla possibilit? di entrare in societ?.??Ci mancano 75 milioni…?che non sono pochissimi. E il pensiero va alla bislacca (definiamola cos?) trattativa con lo sceicco umbro?Al Qaddumi.?D?accordo, in fondo ? stato perso solo un po? di tempo e basta, ma dei tanti possibili investitori che chiamano gli uffici della Raptor, possibile che sia stato firmato un precontratto proprio con lui? La domanda sorge spontanea: ci sono davvero questi investitori al telefono?
Qualcuno ha equivocato, ho ha voluto malignamente equivocare sui vent?anni promessi da Pallotta. Come gestione, naturalmente. Non certo come tempo limite o necessario per arrivare a cogliere risultati di prestigio. Ci mancherebbe. Con i suoi?Boston Celtics?gli sono serviti cinque anni per arrivare al top della NBA statunitense. Spera di fare ancora prima con la Roma e i tifosi ovviamente non vedono l?ora. ?Semmai, ha scherzato Pallotta, ?vent?anni mi ci vorranno per imparare l?italiano?.
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