Pallotta dice sì ai cinesi

di finconsadmin

Adesso non ci sono più problemi tra i cinesi, Trigoria e gli americani. La Roma aveva annunciato un comunicato distensivo, nel senso che distende un morbido tappeto sotto i piedi di Chen Feng, ospite di riguardo e in futuro padrone di casa, o di un pezzo della casa. 

Adesso gli uomini di Pallotta ammettono di essere al corrente dell’interesse di un investitore cinese per le azioni dell’As Roma aggiungendo  che non c’è alcuna proposta ufficiale.
L’accoglienza «con favore» a nuovi partner di ogni origine e provenienza, la loro introduzione nel progetto che resta «rendere la Roma uno dei club più prestigiosi al mondo» . A patto, naturalmente, che si lavori alla cessione delle quote di Unicredit nel  silenzio che gli americani, e se è per questo anche i cinesi, considerano indispensabile alla buona riuscita delle trattative.

Ovviamente nessuno nomina Chen Feng e il suo spaventoso gruppo Hna, con i suoi 120.000 dipendenti e i 42 miliardi di euro di valore aziendale. L’arrivo di un socio dotato di notevole potenza economica conviene a tutte le parti. Specialmente alla squadra.

Come evidenzia il Corriere dello Sport, l’idea dei cinesi è acquistare un 20-25% per 30-40 milioni e poi salire ancora gradualmente, magari cominciando con un bell’aumento di capitale. Ci voleva un intervento esterno. Proprio quello che sia Pallotta sia Unicredit chiamavano fingendo di urlare l’uno contro l’altro. Così è arrivata la Consob, l’autorità che vigila sulle società quotate alla Borsa italiana. Ha chiesto spiegazioni a Unicredit. Ieri ha convocato prima la banca, parlando con il vicedirettore generale Paolo Fiorentino e con l’avvocato Roberto Cappelli, e successivamente, con Daniel Hart, rappresentante legale dell’As Roma Spv Llc. Cioè la cassaforte di Pallotta e soci.

Adesso tra l’armata cinese e la Roma, c’è solo l’insidia del Denaro.

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