Ora Torosidis e Rhodolfo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A. Ghiacci) – Un mese di nuova Roma, dal due luglio ad oggi. I passi mossi finora sono stati da gigante. Crescita continua: tecnica, di livello di squadra, di clima che si respira attorno al gruppo. Buona parte di tutto questo – inutile negarlo – è legato all’ormai famoso effetto Zeman: con il ritorno del boemo l’entusiasmo dei tifosi è riemerso dalle ceneri delle delusioni provenienti dalle Asturie. Ma un’altra bella spinta è arrivata dal mercato: tra entrate e uscite finora il bilancio giallorosso fa registrare un passivo di 27 mlioni di euro. Non pochi dopo il saldo negativo di fine estate di un anno fa che parlava di 40 milioni. Soldi a parte, il bilancio generale è buono anche per quanto riguarda la sfera tecnica. La squadra durante la tournée negli Stati Uniti ha dato segnali chiarissimi di essere sulla strada di Zeman. Ai giocatori che sono stati negli States inoltre, oggi alla ripresa si aggiungeranno De Rossi e Destro. Presto saranno del gruppo anche Balzaretti e Piris. E non è finita, perché il grande regista del mercato romanista, Walter Sabatini, ha intenzione di chiudere il cerchio con un esterno destro e un centrale. I nomi? Torosidis, già bloccato, per la fascia destra. Più complesso il discorso per il centro della difesa: Astori, Rhodolfo, Uvini, Ogbonna. La lista è lunga, ma in questo caso non c’è fretta, perché Zeman appare tranquillo. Oggi tra i due, Sabatini e Zeman, saranno tirate le somme. Dalla riunione usciranno le prossime mosse della Roma. Proviamo allora a capire a cosa porteranno.
Da qualche tempo a questa parte il motivo è sempre più o meno lo stesso: «Se la Roma compra due esterni come si deve non ce n’è per nessuno» . Ragionamento che ci sta. Ebbene da oggi, quando arriverà l’ufficialità, con l’acquisto di Balzaretti la fascia sinistra è a posto. Tra l’ex del Palermo e Dodò la copertura è assicurata. Considerando poi che da esterno sinistro può giocare anche Taddei, in quel settore non ci sono problemi.

E oggi dovrebbe essere il giorno decisivo anche per quanto riguarda l’altra corsia. Ieri infatti a Trigoria c’erano i procuratori di Ivan Piris, 23 anni, paraguaiano già preso in prestito (oneroso, 1 milione) e da riscattare l’anno prossimo (4 milioni): il ragazzo, convocato anche dalla sua nazionale per l’amichevole del 15 agosto contro il Guatemala, ha già effettuato le visite mediche dieci giorni fa. Poi c’è stato qualche intoppo: oggi, probabilmente a margine della presentazione di Destro, sarà dato l’annuncio del suo ingaggio. Con Piris e Rosi quindi, la Roma dovrebbe essere a posto anche a destra (Taddei può giocare anche su questa fascia). Non proprio però. Perché la Roma sta tentando di cedere proprio Rosi, per sostituirlo con il già bloccato Vasilis Torosidis (27 anni). L’esterno cresciuto a Trigoria ha rifiutato il Parma, rotto con il suo procuratore e bloccato l’arrivo del greco dell’Olympiacos. «Abbiamo una visione diversa del calcio, Rosi non è più un mio assistito» ha detto l’agente Davide Lippi, figlio del più celebre allenatore. Rosi, pur contro ciò che la Roma gli ha manifestato, ha deciso di restare per giocarsi le sue chance (poche). Altrimenti vuole scegliersi da solo la nuova destinazione. Vorrebbe Milano, dove sembra ci siano questioni di affetto: ma a Milano ci sono Milan e Inter, e nessuna delle due sembra orientata verso Rosi. Nel frattempo l’operazione da 2,5 milioni di euro con l’Olympiacos è definita: club e esterno ellenici aspettano solo il via libera dalla Roma. Sabatini ha intenzione di affidarsi alla coppia Piris-Torosidis per la corsia destra. Rosi a tal proposito può essere lasciato a Trigoria domani, quando la squadra partirà per l’Austria. Il colloquio di oggi tra Sabatini e Zeman stabilirà le linee di comportamento.

Attacco a posto, centrocampo pure. In questi due settori la Roma può contare su tre titolari e altrettante alternative di buon livello. In difesa invece ancora no: mancano altre due pedine perché il disegno rispecchi le volontà del club giallorosso, stabilite con accordi tra dirigenza e staff tecnico. Dell’esterno destro parliamo a parte, qui ci concentriamo sul centrale. Partendo da un presupposto: Burdisso, Castan e Heinze garantiscono già buona affidabilità. Burdisso ha superato l’infortunio del novembre 2011, è tornato lui ed è di nuovo una garanzia. Castan ha convinto già tutti: forza fisica, senso della posizione e tecnica. Heinze ha ricevuto i complimenti direttamente da Zeman, per impegno e professionalità mostrate finora. Poi però c’è il giovanissimo Romagnoli, classe ’95: ha dimostrato personalità, ma forse potrebbe non bastare. E allora serve un giocatore e il club giallorosso ha intenzione di prendere un difensore importante, uno che possa essere al livello degli attuali titolari (Burdisso e Castan). Uno alla Rhodolfo, 25 anni, centrale brasiliano del San Paolo. Il suo cartellino costa 10 milioni di euro ma li vale tutti. In passato era stato seguito dalla Juventus e ora la Roma ci sta pensando, con il pensiero che verso la fine del mercato i possibili affari si possono fare più facilmente. Nel San Paolo gioca anche Bruno Uvini, 21 anni, oggi all’Olimpiade con la nazionale verdeoro. La Roma segue Uvini da mesi, con 3 milioni di euro si porta a casa, ma forse non ha le caratteristiche che cercano a Trigoria. Chi invece ce l’ha – e ben marcate – è Davide Astori, 25 anni, di proprietà del Cagliari. Anche qui però c’è un ostacolo: il presidente rossoblù Cellino dopo averlo ceduto allo Spartak Mosca per 15 milioni e successivamente riaccolto, non vuole venderlo più. Per fargli cambiare idea servirebbero almeno gli stessi soldi che stavano per arrivare dalla Russia. C’è sempre la pista che porta a Angelo Ogbonna, 24 anni, del Torino. Il presidente granata Cairo, però, non sembra intenzionato a cederlo se non a fronte di un’offerta importante, da 12-13 milioni di euro. Insomma la corsa al centrale non sembra facile: in giro di buoni ce ne sono e quelli che ci sono costano. Ma nell’ultimo mese di mercato, la roma sembra davvero intenzionata a fare un altro regalo ai propri tifosi.

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