Nuova difesa, ecco i segreti: esercitazioni riservatissime, così Garcia cura il reparto arretrato della Roma

di finconsadmin

Molti allenatori dopo, la difesa della Roma non è invecchiata. Sembra sempre quella fragile di tanti anni fa, in realtà i gol se ne prendono tanti da un po’, anche per merito dei portieri, ma è con Zeman che ovviamente il problema si è cronicizzato. Come riporta il quotidiano corrieredellosport, con Garcia durante le sedute a porte chiuse, verso la fine dell’ora e mezzo rituale, in difesa i movimenti sono particolarmente cerebrali, quindi meglio memorizzarli in fondo alla lezione in maniera che restino impressi. In avanti vanno gli attaccanti e ferma il gioco ogni volta che la faccenda non gli quadra, si preoccupa della posizione dei mediani. E si accerta che quando un centrale recupera il pallone non si limiti a ghignare soddisfatto di se stesso. A quel punto il difensore deve impostare personalmente la controffensiva. La struttura portante della difesa per Garcia non sono i centrali, sono i terzini: loro devono scendere, loro devono pensare, loro devono risalire. Per il centrocampo come spiega bene il regista Pjanic, uno arretra automaticamente e altrettanto automaticamente due diventano commando incursore. Se tutto funziona a dovere, questo meccanismo consente alla difesa di godere di una buona protezione e offre al gioco d’attacco diverse soluzioni. A dispetto delle osservazioni sulla lentezza dei due, la coppia centrale nelle intenzioni di Garcia è formata da Mehdi Benatia e Leandro Castan. Sulle fasce è abbastanza ovvio credere inizialmente in Maicon e dall’altra parte a Balzaretti, che sembrano cuciti apposta dal sarto personale di Garcia. Anche Dodò a sinistra ha eccellenti caratteristiche per il modulo preferito, con qualche sicurezza in meno rispetto a Balzaretti in fase difensiva. Il brasiliano in materia va migliorando, comunque. A destra Maicon deve guardarsi dall’alternativa Torosidis.

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