L'uomo giusto al posto giusto

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Vocalelli) – La nuova Roma è nata ieri.

Una Roma che piace alla gente – significativo il sondaggio che abbiamo pubblicato proprio in queste ore – una Roma che ci piace: logica, semplice, romantica, finalmente capace di rivolgersi al cuore e alla testa dei tifosi. Di Luis Enrique avevamo scritto un anno fa, e ve ne parla ancora oggi Stefano Agresti, senza sconti e senza pregiudizi, come bisogna fare quando l’unico scopo è esercitare il proprio ruolo, evitando – perché succede anche questo – di ingraziarsi un club, i suoi dirigenti, applaudendo persino le scelte evidentemente sbagliate.

 

Anche perché si rischia, come in questo caso, di venire smentiti dagli interessati. Da quelli che continui ad applaudire e invece, prendendoti in contropiede, nelle parole e nei fatti ammettono onestamente i loro errori. L’ha fatto pubblicamente Franco Baldini, e questo gli fa onore, negli ultimi mesi. L’ha fatto, andando anche al di là delle proprie responsabilità, Walter Sabatini, arrivando ad addebitare questa stagione fallimentare al mancato acquisto di un difensore a gennaio (!). Diciamo anche che fino a ieri, di fronte alla voce insistente su Montella, erano in molti a porsi il dubbio: ma la Roma, questi dirigenti, oltre alle parole, avranno anche la forza di certificare i loro errori, riportando veramente Montella alla Roma? Bene, anche questo è stato fatto e – se Pulvirenti non terrà veramente duro – Montella sarà l’allenatore della Roma per il prossimo campionato. […]

Sono passati dodici mesi e, dimostrando che si può essere bravi e credibili partendo da certe posizioni sbagliate, oggi la Roma ha deciso di andare su quell’allenatore così legato all’ambiente, così amato dalla gente, così… convenzionale da rispondere subito sì alla chiamata del cuore, senza star lì a pensare al modo per poter consumare una rivincita. […]

E la Roma, scegliendo Montella, non ha deciso di voler puntare solamente su un tecnico benvoluto dalla piazza, ma soprattutto su un tecnico dalle idee chiare, spiazzanti sì, ma nella loro semplicità. Uno che è stato un grandissimo giocatore, un giocatore d’attacco e di fantasia, così come è il suo calcio oggi. Un calcio fatto di profondità, di triangoli in continuo movimento, di accelerazioni, ma anche di attenzione. Perché anche in questo sport non esistono segreti, ma solo l’esaltazione delle migliori caratteristiche. E la prima di queste caratteristiche, di queste qualità, è l’equilibrio. Equilibrio nei movimenti, nel modulo, nell’atteggiamento, nell’interpretazione di una gara e di ogni singola azione.

Certo, c’è sempre bisogno dei giocatori – molti la Roma li ha, e molti ne arriveranno – ma la sensazione, forte, è che da ieri la Roma abbia veramente cominciato un’altra storia. Una storia che piace alla gente e piace a chi la osserva, per la capacità di mettersi in discussione, di affidarsi ai propri «figli», senza preoccuparsi che rappresentino il passato, per la voglia che ha di riprendere a volare. […]

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