Luis Enrique: “Ma mi aspetto un gioco più bello”

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) – «Primo tempo cattivo, secondo tempo cattivo» . Non è un paradosso, è la sua realtà in sintesi. La Roma vince, torna a -4 dalla Champions League, ma non lo accontenta.

Luis Enrique vuole molto di più dai suoi giocatori e in questa serata grigia, risultato a parte, scuote il gruppo. «Non abbiamo giocato al nostro livello – dice il tecnico – eravamo timorosi. Abbiamo sbagliato molto, perso tanti palloni, permettendo al Genoa di fare una grande partita. Nemmeno il pressing ha funzionato. Mi prendo la vittoria, che è importantissima dopo quella di Palermo perché ci trasmette fiducia, mi è piaciuto molto il gol di Osvaldo, ma per il resto dobbiamo migliorare» . Poi l’ammissione: «Nonostante le 4-5 occasioni per il raddoppio, forse avremmo meritato il pareggio. E non è bello vincere in questo modo, secondo me» .

 

SITUAZIONI – Il lato positivo è non aver incassato gol per la seconda volta consecutiva: «Sicuramente sono felice che Stekelenburg sia riuscito a uscire senza prendere gol. Ma a Palermo era andata bene, in questo caso no. Giocando in questa maniera, non vinceremo molte partite» . Forse manca anche qualità nella fase offensiva: «A me sembra che produciamo molte occasioni. Lo ripeto, non sono contento della prestazione della mia squadra, eppure Frey ha fatto cinque parate bellissime. (…)

OBIETTIVI – Aveva detto spesso: guarderò la classifica a dieci giornate dalla fine del campionato. Arrivati al punto, mantiene la promessa: «Siamo sesti ed è quello che ci siamo costruiti finora. Dall’inizio della stagione la squadra è cresciuta tantissimo. La Roma ha una rosa ottima. E l’atteggiamento che vedo è giusto. Perciò vogliamo salire ancora. Ci sono cinque o sei squadre in lotta per Champions ed Europa League, tutto è possibile, anche se per noi sarà difficile scalare posizioni fino al terzo posto: non ci siamo mai stati, lassù… L’importante sarà pensare partita per partita, cercando di vincere ogni volta» . Anche contro il Milan, tra soli quattro giorni, la mentalità non cambierà: «Non sarà facile vincere a San Siro contro i campioni d’Italia. Ma ci proveremo, è una sfida stimolante a cui già sto pensando. Dopo il derby, in cui tutti eravamo abbattuti, avevo chiesto dodici vittorie, oggi ne chiedo dieci».

FIEREZZA – I tifosi, con uno striscione garbato, hanno chiesto alla Roma di poter partecipare all’Europa: «Per il loro appoggio e la loro fedeltà non meritano soltanto di entrare in Champions. Meritano di vincere lo scudetto. Cercheremo di renderli orgogliosi di noi» . Dovrà riconquistarli anche Lamela, che dopo i buoni segnali lanciati a Palermo si è di nuovo smarrito. Il caposquadra lo difende: «Lamela è un ragazzo nato nel 1992 ed è un giocatore incredibile. Non bisogna avere fretta. Lui non è stato preso per fare i gol, non ne ha mai segnati molti. Vi dico che sono fiero di poterlo allenare» .

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