L’altra faccia di Zeman

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – «Zeman ha fatto le sue scelte. Potevano giocare Osvaldo e Nico Lopez e invece il tecnico della Roma ha scelto Pjanic. I giallorossi hanno giocato più con il 4-4-2 che con il 4-3-3, e per me è stata una scelta intelligente» . L’analisi è di Serse Cosmi, allenatore del Siena che prima della partita con la Roma di domenica pomeriggio non prendeva gol da più di cinque incontri. E la considerazione non fa altro che insistere su un punto ormai chiaro: Zeman, molto probabilmente in accordo con la squadra, cambia e ricambia come mai fatto in passato. […]

 

 

CAMBIO – Zeman non è d’accordo, ma il primo vero cambiamento è stato quello relativo alla nuova veste che ha indossato Totti: la prima volta con il boemo in panchina, a 21 anni, il capitano giallorosso era esterno d’attaco vero, che andava sul fondo, come faceva Insigne l’anno scorso a Pescara. Ora invece il numero dieci si muove come meglio crede: parte da sinistra, è vero, ma è regista d’attacco, legge la partita e si trova la posizione che ritiene più idonea per aiutare la Roma a far male agli avversari. Non solo, però. Perché la Roma, dopo il derby perso e l’ordine della società ( «ora nove punti in tre partite!» aveva detto la dirigenza, poi puntualmente arrivati) ha cambiato pelle completamente[…]
SUCCESSO – E a Siena Totti e compagni hanno dato vita a tre partite diverse in una. Lo ha confermato lo stesso Zeman: «Volevo giocare con tre attaccanti stretti per lasciare spazio agli esterni che arrivavano da dietro…» . Ma il suo calcio non era fatto soprattutto di sfruttamento delle fasce e ampiezza di gioco anche per quanto riguarda gli attaccanti? Ma l’ammissione, anche se ridimensionata da un «sono troppo vecchio per cambiare» , è arrivata sia a Pescara che a Siena: «L’importante è sapersi adattare alle diverse situazioni e io lo faccio» .[…]
A un certo punto Pjanic, che per ammissione dello stesso Zeman «è più costruttore che finalizzatore» , ha abbassato il suo raggio d’azione arrivando a giocare sulla linea di centrocampo. Nel frattempo Bradley e Tachtsidis erano impegnati nella copertura della zona centrale e Florenzi era spesso largo a sinistra: un centrocampo a quattro, appunto. La partita di Siena si è chiusa con Totti e Pjanic trequartisti e Perrotta centrocampista con licenza di inserimento, perché «in carriera ha sempre avuto quel movimento» . Intendiamoci, durante il gioco si tratta di sfumature e spesso sono le interpretazioni dei giocatori che cambiano le carte in tavola. Ma ciò che conta è che la Roma, anche e soprattutto per scelta di Zeman, è cambiata e ora si adatta. Probabilmente, visti i risultati, si continuerà su questa strada. Come gioca la Roma? Un 4-3-3 di partenza, molto elastico, che cambia a seconda delle situazioni. E’ il nuovo Zeman.
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