La scelta di Luis Enrique

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ghiacci) In quattro per tre posti. Lo si era capito subito dopo la vittoria di Palermo: il dubbio sarebbe durato tutta la settimana.

Chi escluderà Luis Enrique lunedì prossimo contro il Genoa quando avrà di nuovo a disposizione Osvaldo dopo le due giornate di squalifica? Totti, Lamela, Borini e, appunto, Osvaldo: caratteristiche diverse, ognuno con punti a favore e contrari, opinioni, pareri, dibattito. Dalla corsa viene inizialmente escluso Bojan, che è il giallorosso subentrato più volte (15) ma è anche l’attaccante che finora ha raccolto meno presenze da titolare (8). Certo, il tecnico spagnolo ha abituato a sorprese dell’ultim’ora, ma stavolta sarebbe come aggiungere un altro dubbio a un problema già notevole di per sé. E quindi, visto che al Barbera Luis Enrique ha dimostrato di saper anche andare sul semplice, restiamo agli autori di 21 dei 40 gol messi a segno dalla Roma in campionato: Totti è a quota 4, Osvaldo a 7, Lamela a 1 e Borini, il cannoniere, è arrivato proprio sabato scorso a 9 reti. Dubbio vero e proprio, discussione apertissima. Tanto che abbiamo deciso di invitare anche voi, i nostri lettori, ad esprimere il vostro parere: qual è il tridente che schierereste? (…)

Intanto, dopo la ripresa degli allenamenti a Trigoria, andiamo a vedere come si presentano i quattro al rush finale. Ancora cinque allenamenti, compreso quello di oggi. Poi, lunedì sera, una sfida che può essere molto importante anche in ottica di posizioni che valgono l’Europa. I lettori, nel frattempo, possono dire la loro, votando sul nostro sito. Quale tridente volete?

TOTTI Ieri il piccolo allarme, quando poco prima della fine dell’allenamento ha lasciato il campo per un leggero affaticamento, sfociato in un problemino alla gamba sinistra. «Nulla di grave» assicurano da Trigoria. E, considerando che alla partita con il Genoa mancano ancora cinque giorni, non sono previsti problemi: Totti sarà a disposizione. A meno che il capitano non voglia rinunciare per poi essere al top per la sera di sabato 24, quando a San Siro si giocherà Milan-Roma. Ma conoscendo la voglia che il capitano ha di non lasciare mai sola la Roma, oggi è davvero difficile immaginare uno scenario del genere.

FONDAMENTALETotti, nel gioco dei giallorossi, è praticamente fondamentale. Perché, oltre a dettare temi e tempi della manovra offensivo, da vero regista degli ultimi trentacinque metri, comunque vada occupa sempre le attenzioni di due se non tre difensori avversari, e ciò significa maggiore spazio per gli altri compagni. Finora Totti ha collezionato 19 presenze su 27 partite di campionato e ha segnato 4 gol, frutto di due doppiette, quella su doppio rigore al Chievo e quella che ha aperto la cinquina rifilata al Cesena. Anche per questo Totti vuole giocare il più possibile: dopo aver superato Nordahl tra i marcatori con una sola maglia, è quarto nella classifica dei bomber di sempre di serie A, a sole cinque reti da Altafini (211 contro 216). Il rush finale di campionato, oltre che riservare soddisfazioni per la Roma, dovrà portarlo ad incrementare il suo bottino personale. Totti ha voglia di ripartire proprio lunedì sera: dal Genoa, a cui ha già segnato due gol, e da Frey, già battuto otto volte.
OSVALDO Si è fermato al pomeriggio di Bergamo, allo scontro con Cigarini e al cartellino rosso che gli è valso due turni di stop, un derby e la convocazione di Prandelli per il test contro gli Stati Uniti. (…) L’ultima rete dell’italoargentino, la sua settima, risale al 21 dicembre dell’anno scorso, quando la Roma si impose per 2-0 sul campo del Bologna in una delle sue migliori versioni. Troppo davvero per un attaccante che punta alla convocazione dell’italia per l’Europeo polacco e ucraino del prossimo giugno.
MODERNOL’ingaggio di Osvaldo è stata una scelta di Luis Enrique, al quale infatti il giocatore è molto legato e «grato perché mi ha dato l’opportunità di giocare nella Roma». Il numero nove giallorosso ha ormai recuperato la forma migliore, dopo che si era fermato per più di un mese tra inizio gennaio e metà febbraio. Il rientrante è lui, quindi dovrebbe essere proprio lui a doversi riguadagnare il posto. E questo, con Luis Enrique, è possibile solo tramite il massimo impegno in allenamento. (…) Il ruolo però gli è «servito per ottenere la Nazionale». E i complimenti di Prandelli: «E’ un attaccante forte, moderno». Ora quindi non gli resta che ripartire. E la sua speranza di oggi, è che la scelta finale del tecnico spagnolo, non sia quella di una Roma senza Osvaldo.
BORINI Se nell’ultimo mese e più, per la precisione quaranta giorni, non ci fosse stato lui, la Roma non avrebbe gol al suo attivo. Fabio Borini è autore delle ultime quattro reti messe a segno dalla Roma nelle ultime cinque partite e nei venticinque minuti di recupero di Catania. E’ il suo momento, culminato nella convocazione della nazionale maggiore, arrivata quando fu escluso il compagno Osvaldo. Borini non si ferma più. In tutti i sensi, visto che la caratteristica che ha fatto colpo prima su Ancelotti e poi su Luis Enrique e Prandelli è proprio questa: la voglia di non mollare mai.
COLTELLO – Il carattere di un ragazzo che festeggerà i 21 anni il prossimo giovedì 29, è ben riassunto dall’esultanza che va in scena subito dopo ogni suo gol. Mano di taglio tra i denti, a simulare il coltello, di chi non lascia un centimetro. Né per sé, né per i compagni, che infatti lo hanno più volte rimproverato accusandolo di eccessivo egoismo, né tantomeno per gli avversari. Ed è proprio questo a stupire: se non bastassero i 9 gol segnati finora al primo anno di serie A – gol che diventano 10 con quello in coppa Italia – bisogna sapere che un attimo dopo Borini diventa il «rompiscatole» che indicava Ancelotti ai tempi del Chelsea. Corre e rincorre tutti, non lascia un attimo di tranquillità agli avversari ed è spesso efficace nella sua azione di “rottura”: in pratica il giocatore che tutti gli allenatori vorrebbero. Cene fuori’ «Meglio di no…». Esclusione punitiva per ritardo? «A me non capiterebbe, arrivo sempre in anticipo…». E in più gol e corsa: è Fabio Borini.
LAMELA Argentino, giovane, bello, col sinistro fatato. Erik Lamela, l’investimento maggiore della campagna acquisti giallorossa della scorsa estate (19 milioni di euro), è uno di quelli che accende la fantasia della gente, che fa impazzire i tifosi. Lampi, per ora, che lasciano intravedere un futuro da campione. Ma solo un gol in campionato, il gioiello al Palermo, quasi cinque mesi fa. Poi la doppietta in coppa italia contro la Fiorentina. Sabato scorso però, ancora contro il Palermo, una partita molto importante, in cui è mancata solo la marcatura personale.
POSTO – Il diciannovenne ex River Plate, si gioca il posto in attacco con i tre compagni, Totti, Osvaldo e Borini. Ma nella corsa a una maglia da titolare potrebbe essere aiutato da Pjanic. Nel senso che il centrocampista bosniaco è alle prese con il percorso di recupero per la contrattura al flessore della gamba sinistra. Ieri ha lavorato ancora a parte, tra gli infortunati è quello che appare più lontano dal poter essere utilizzato lunedì, anche se mancano ancora cinque allenamenti. E allora potrebbe prendere corpo l’ipotesi che a Trigoria, tra tecnici e dirigenti, hanno in mente da tempo: Lamela centrocampista. L’argentino sarebbe devastante con il campo aperto davanti, in grado di poter dare spazio alla sua progressione abbinata alla tecnica sopraffina. Se invece riceve palla con le spalle alla porta, diventa tutto più difficile. Pjanic è sicuramente il centrocampista più offensivo, quasi trequartista aggiunto: se non dovesse farcela…

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