Ad ascoltare le voci di Trigoria, è troppo presto per tutto. E’ troppo presto perché dirigenti di squadre ricche e famose sfilino davanti alla casa del non troppo ricco ma ormai molto famoso Rudi Garcia offrendogli le meraviglie del mondo.

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Secondo l'edizione odierna del Corriere dello Sport, è troppo presto perché la Roma rimetta in discussione il contratto del tecnico francese, firmato liberamente da entrambe le parti in una calda mattinata di fine primavera. A pensarci hanno tutti ragione. E’ troppo presto. Ma nel calcio di oggi è meglio non pensare troppo. La ricchezza della Roma oggi come oggi è il patrimonio tecnico in giocatori, già abilmente sfruttato quest’anno attraverso le cessioni di Osvaldo, Marquinhos e Lamela. Più complicato è monetizzare l’allenatore, proprio l’articolo più richiesto. Garcia era un emergente che faticava a sfondare la tensione superficiale. Lilla è una simpatica città con un quarto di milione di abitanti, la pioggia, il carbone, le manifatture tessili. Neppure l’affacciarsi in Champions League, neppure il gioco scintillante della sua squadra ha attirato più di tanto l’attenzione. Roma è grande, rumorosa, alla fonte della civiltà occidentale come Lilla è all’incrocio delle vie commerciali del Nord. Onestamente, non è la stessa cosa. E poi neppure il Lilla frizzante di Garcia aveva mai mostrato nulla di simile a quello che la Roma frizzante di Garcia si sta godendo adesso. Significa che il tempo sta già scadendo. Un contratto biennale del valore di 1,2 milioni di euro a stagione può essere messo in discussione dopo quattro mesi? Anzi, quattro mesi sono un’eternità, chiedete ai vari allenatori del Palermo, solo per rimanere in tema. Chiariamo: la Roma ha messo Garcia a fondamento di uno sviluppo a lunga scadenza e il tecnico stesso ha puntualizzato: «Roma non è una semplice tappa, non ho pianificato la mia carriera fino a questo punto».

Garcia è ovviamente assai apprezzato in Francia, dove due squadre sono in grado di indurlo in tentazione: Psg e Monaco. Il primo ha in panchina Laurent Blanc, superato in dirittura dallo stesso Garcia nella corsa alla panchina della Roma e caduto in piedi; il secondo è guidato da Claudio Ranieri. Ma poi Garcia non si è mai lasciato alle spalle le sue ascendenze spagnole e non ha mai smesso di studiare quel calcio gonfio di tecnica e di amplissimi serbatoi giovanili. A parte il Barcellona, che modella l’allenatore piuttosto che farsi modellare, per Garcia sembra perfetto il sorprendente Atletico Madrid. E in Inghilterra, campionato apprezzatissimo da Rudi, almeno due squadre stanno puntando i periscopi su Roma e sul suo tecnico.Tagliamo corto. Due anni non sono quello che la Roma intende per piano a lunga scadenza. Garcia e il club dovevano prima di tutto conoscersi. Si sono conosciuti. Prima della prossima estate Garcia avrà davanti un nuovo contratto triennale con lo stipendio portato a 2,4 milioni, anche di più se i risultati resteranno sorprendenti come sono ora. Una penna in mano, una riga tratteggiata da coprire con la sua firma. Questo dice la logica, che a Trigoria da diversi mesi ha preso il posto delle fantasie.

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