La rabbia di Rudi «Fuori le spie»

di finconsadmin

Ieri alla classica conferenza stampa che precede le partite Garcia, come riporta il Corriere dello Sport,  ha dato un avvio tutt’altro che classico, invitando a spegnere le telecamere. Ha detto quel che aveva da dire e ha concluso: «Forse preferite che faccia anch’io la lingua di legno?».
In Francia questo significa parlare in stile politicamente corretto tanto da non esprimere un bel nulla. Non la definiremmo una minaccia e neppure un avvertimento. Certo che i concetti che Garcia comunica sono spesso interessanti e se venissero razionati sarebbe un peccato.

 
Ce l’aveva con quelli che lui considera amichevolmente spie e che invece sono cronisti al lavoro. Con i mezzi che le porte sbarrate di Trigoria consentono. Tempo fa Garcia aveva definito una groviera i muri e i sistemi di sicurezza del centro sportivo Fulvio Bernardini. Non si raccapezzava di come il racconto delle sue sedute di allenamento comparisse in pochi minuti sui siti specializzati. Dato che è un allenatore saprà quello che fa. Sostiene che un particolare sbagliato trapelato al momento giusto può anche far perdere una partita.

 
«Io rispetto il vostro lavoro. Vi prego di rispettare il mio. Se chiedo di non spiare le mie sedute di lavoro tattico e voi lo fate lo stesso, è una mancanza di rispetto».


I cronisti che  infastidiscono i sonni di Garcia non sono affatto una novità per Trigoria
. Non molti anni fa Luciano Spalletti aveva dichiarato lotta senza quartiere ai riportini, intesi come soffiate che passavano da un orecchio all’altro. Garcia è capillare nella sua campagna. Oltre a far riempire di cemento i buchi del groviera ha reso terra proibita le terrazze che si affacciano sui campi di allenamento, fa abbassare le tapparelle degli edifici del centro durante le sessioni riservate, ha messo veli alle recinzioni e ha sguinzagliato intorno al Fulvio Bernardini addetti alla sicurezza che invitano ad allontanarsi dalle strade limitrofe e dalle alture chi guarda verso i campi con i binocoli. Visto che sembra tutto inutile siamo passati agli ultimatum. E la lotta continua.

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