La disciplina restituirà la normalità

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) – Molti giocatori sbufferanno per le regole di Zeman, ma la Roma aveva bisogno proprio di un allenatore severo

per ripristinare la normalità. E’ tempo di abbassare il limite di tolleranza e alzare il livello di fatica, in modo che nessuno abbia più scuse. Società, squadra, allenatore stesso. Questo non significa che nella stagione di Luis Enrique sia mancato l’impegno. Anzi, in quelle poche ore di lavoro quotidiano la partecipazione collettiva era molto intensa. Ma i concetti innovativi e affascinanti del trabajo y sudor di importazione catalana, perché fraintesi o perché sconvolgenti, non hanno portato i benefici sperati all’ambiente di Trigoria. […]

 

Il liberismo si trasforma in libertinaggio, quando viene esasperato per l’ansia di sembrare (più che essere) diversi. E i giocatori sono bravissimi a infilarsi negli spazi che vengono loro concessi, come direbbero i tecnici moderni. Soprattutto i più giovani, che sfarfallano davanti alla responsabilità di autogestirsi. Idealmente, è tutto bello: no ai ritiri, che sono un retaggio medievale; il calcio dev’essere allegria con il pallone e non sacrificio, che si materializza in una dura preparazione atletica e nelle doppie sedute di allenamento. Però poi bisogna fare i conti con la realtà.

Il calcio professionistico, specialmente in una città elettrica come Roma, offre tanti privilegi e impone qualche rinuncia. Bentornato Zeman, allora. Chi non ci sta, alzi subito la mano. Baldini provvederà ad accompagnare all’uscita i perplessi e gli scontenti. […]

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