Kjaer rilancia: «Se la Roma chiama, torno»

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ramazzotti) L’esperienza alla Roma è il passato, ma Simon Kjaer non ha dimenticato la stagione nella Capitale. Tornato a Milano con la Danimarca, non ha avuto problemi ad ammettere che, se la scelta fosse stata sua, non se ne sarebbe andato e che tornerebbe volentieri a indossare la maglia giallorossa. Domani sera a San Siro avrà di fronte l’Italia dove giocano i suoi ex compagni De Rossi e Osvaldo, ai quali ha riservato parole di grande stima. Sa bene che in prospettiva mercato di gennaio potrebbe essere una vetrina importante e ha intenzione di sfruttarla. «In Italia sono sempre stato bene – ha iniziato – e sono contento di tornarci anche se da avversario degli azzurri. Del vostro Paese mi piace il calcio, ma anche il modo di vivere. Qui ho passato anni fantastici»

. L’esperienza a Palermo è più datata, mentre quella nella Capitale decisamente più fresca. I ricordi sono ancora nitidi e nelle sue parole non manca un pizzico di amarezza per come si è conclusa la scorsa stagione: «Tutti sanno che io volevo restare alla Roma perché mi piaceva il progetto dei nuovi proprietari americani. Se fosse rimasto Luis Enrique, non me ne sarei andato neppure io. E’ stato un peccato. Non credo di aver fatto male e senza il cambio di allenatore sono convinto che non avrei cambiato maglia. La storia invece si è sviluppata diversamente e io ora sono contento al Wolfsburg» . Un aiuto a sorridere glielo dà anche il contratto da 2,6 milioni di euro che il club tedesco gli ha garantito nel 2010 quando lo ha acquistato per 12 milioni dal Palermo. Adesso Kjaer in Germania gioca poco (3 presenze in Bundesliga finora) e sente il richiamo dell’Italia. «Cosa farei se Sabatini a gennaio mi volesse riportare alla Roma? Con lui ho un ottimo rapporto. Vediamo… La Serie A mi è sempre piaciuta» .

DE ROSSI E OSVALDO -(…) «Non sapevo di questa polemica, ma vi posso assicurare che sono due grandi. De Rossi lo reputo un campione, uno dei giocatori con più classe che ho avuto come compagno. Fa un sacco di cose importanti per la squadra e per la Roma ha un notevole significato. Osvaldo è un attaccante dal gol facile, un bravo ragazzo e, se non gioca, per la Roma è un peccato. Idem Burdisso (anche lui coinvolto nella recente polemica, ndr) che lo scorso anno, nonostante fosse infortunato, ci è stato sempre vicino» . E visto che una parola di incoraggiamento non si nega a nessuno, Kjaer l’ha riservata anche al connazionale Bendtner: «E’ molto difficile arrivare in un club come la Juventus e trovare subito spazio anche perché i bianconeri hanno grandi attaccanti. Nicklas però è un centravanti di valore» . Proprio come Balotelli che il danese ha sfidato: «A Palermo (nel 2009-10, ndr) sono riuscito a fermarlo abbastanza bene, mentre a Milano ebbi un battibecco con lui» . Successe nel primo tempo di un Inter-Palermo 5-3 con i nerazzurri in vantaggio 4-0 al 45′ grazie a Supermario ed Eto’o (una doppietta a testa). Kjaer, però, a San Siro ha vissuto altri momenti complicati: «Lo scorso anno contro l’Inter è andato tutto bene e con la Roma meritavamo di più dello 0-0 finale. Contro il Milan ho giocato bene, ma negli ultimi minuti ho sbagliato l’unico pallone del mio incontro e Ibrahimovic ha segnato la rete del 2-1. Sono convinto che stavolta insieme ai miei compagni della difesa faremo un bel lavoro. Gli azzurri hanno attaccanti validi, Balotelli è sicuramente forte e non deve trovare spazi, ma non possiamo concentrarci solo su di lui»
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