Intanto Garcia si copre e riconquista Strootman

di finconsadmin

L’attacco, d’accordo. Ma in Italia come in tutto il resto del pianeta calcistico la difesa è altrettanto importante. Rudi Garcia non l’ha imparato qui al volo, nelle ripetizioni seguite nel corso della lunga estate.


Addirittura Kevin Strootman non aveva mai considerato l’arte di difendere. Per lui è sempre stata unità indifferenziata, il recupero del pallone, il rovesciamento dell’azione, il tiro o il tocco smarcante. Sempre di calcio si tratta. 
«Invece in Italia i compagni si complimentano anche dopo un tackle ben riuscito. Questo sinora ho imparato giocando con la Roma: l’importanza della difesa e della pazienza».

 

Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, per quanto riguarda la pazienza i tifosi della Roma sono certamente tra i migliori maestri, ma questa è un’altra storia. Una volta ricevuta l’assicurazione che in un paio di giorni Francesco Totti sarà come nuovo, Rudi Garcia è tornato a occuparsi della sua principale preoccupazione, cioè tenere desta in vista dell’incontro con il Napoli l’attenzione di una squadra che in questo momento tira avanti senza molti dei suoi leader, occupati a districarsi nell’avventura delle qualificazioni al Mondiale.

 

Riassumendo, la Roma affronterà il padre di tutti i derby del Sud con la rosa pressoché restaurata, a parte Destro che ha bisogno ancora di un mese almeno. Però qualcuna delle pedine principali sarà sgualcita dalla settimana internazionale, probabilmente non al culmine delle energie.

 

Dispiace a Garcia e dispiace a Strootman, che ha individuato nella partita di venerdì un altro degli scambi attraverso i quali passa la corsa del treno giallorosso: «La classifica è buona, speriamo lo sia anche tra due mesi. Sarà importante la posizione in cui ci troveremo dopo la partita con il Napoli. Io ultimamente sto giocando bene, però nelle prime giornate avrei potuto fare qualcosa di meglio». Già che c’era, l’olandese non poteva non dire la sua su Totti, argomento canonico: «A Roma è un eroe, non può camminare per strada. Se cento tifosi lo vedono, novanta gli vanno incontro. Per noi Francesco è importante, non conta l’età».

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