Il boemo non firma, neppure per scherzo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport) Non solo ieri, ma anche sabato notte. In tanti a Pescara da due giorni fanno le ore piccole. perché da festeggiare c’è il ritorno in serie A, categoria che mancava da vent’anni.

Squadra, società, allenatore, una volta battuta la Nocerina – successo che ha permesso agli abruzzesi di vincere il campionato chiudendo davanti al Torino per differenza reti – si sono trasferiti con parenti e amici a Sambuceto, tra Pescara e Chieti. (…)  E che il destino di Zeman sia lontano da Pescara, si è compreso proprio sabato notte, intorno alle tre e mezza, quando il presidente del club del club abruzzese Sebastiani, dopo balli, brindisi, abbracci e baci, ha preso il microfono e ha cominciato a parlare. Stanco ma soddisfatto: «Posso ufficializzare che Zeman…» . Attesa trepidante. Ma era uno scherzo: «Zeman sarà alla guida del corteo di festa di domani (ieri, ndr) » . Una torta gigantesca era vicina allo striscione che recitava «il Pescara e Zeman insieme in serie A» . E infatti il problema, nel momento della decisione di lasciare, è che Zeman a Pescara si è trovato benissimo, sia a livello umano che ambientale. in tanti tra lo stadio e le feste di questi giorni lo hanno abbracciato e invitato a continuare. Per lui sarebbe stato pronto un contratto da 700.000 euro. E il boemo, nelle immagini che si sono viste, è sempre sembrato commosso, con gli occhi lucidi. E sentimentalmente coinvolto. Anche se, sempre nella notte di sabato, dopo aver festeggiato con drink e balli, non ha voluto dar vita a un gesto che avrebbe potuto fuorviare le opinioni della gente.

 

SALUTO – Qualcosa di simile allo sketch che vide protagonista in tv Daniele De Rossi, nei giorni dell’attesa del suo rinnovo con la Roma: allora il mediano, salito su un taxi, disse «mi fermo qui, resto qui» intendendo che non sarebbe andato via dalla Roma. Zeman invece, quando era di fronte a tutti, vicino al presidente Sebastiani, è stato raggiunto da un uomo vicino alla società. In una mano aveva un foglio, nell’altra una penna. Simbolicamente il contratto per legarsi per un altro anno al Pescara. Niente da fare. A differenza di De Rossi, Zeman ha dato risposta negativa e non ha firmato. Segnale chiaro: è arrivato il tempo dei saluti. E, con tutta probabilità, del ritorno alla Roma, «l’unica squadra che può far traballare il nostro allenatore» aveva detto giorni fa il numero uno Sebastiani.
DISCORSO – Lo stesso presidente ha dedicato il suo discorso notturno a Zeman «Ma dove va? La città lo adora, cosa va a fare a Roma? Ad allenare giocatori qualsiasi come Totti e De Rossi…» ha urlato al microfono scherzando, ubriaco di gioia per il risultato ottenuto. Nulla da fare, Zeman quel foglio non l’ha firmato. E oggi inconterà la Roma per definire l’accordo. Ma il Pescara e Pescara, questo è certo, gli rimarranno sempre nel cuore. lì, Zeman, è stato benissimo. E ha vinto. Insomma: una gran bella storia.

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