Gervinho, l’imprevedibile uomo del gol

di Redazione, @forzaroma

L’imprevedibilità è senza dubbio la caratteristica principale di un giocatore come Gervinho: «E’ impossibile capire cosa sta per fare. Qualche volta mi chiedo se almeno lui lo sappia», ha raccontato Rio Mavuba, centrocampista del Lilla, un altro dei Garcia-boys capaci due anni fa di salire sul tetto della Ligue 1. Interrogativo legittimo chiedersi se il calcio che l’ivoriano disegna in campo segua un filo logico o se sia semplicemente il frutto del suo istinto, del suo modo di vivere il calcio che lo avvicina molto ai sudamericani per quella naturale predisposizione al dribbling ossessivo, agli slalom fulminanti. (…)

Come riporta il Corriere dello Sport, il calciatore ivoriano è tornato ai numeri del Lille, quando con Garcia segnò quasi 30 reti in due anni, prestazioni mai ripetute all’Arsenal.

Nel calcio globale di Gervinho coesistono tre anime distinte. Per lo stile, l’ivoriano è stato sin da giovane accostato a modelli sudamericani, per la ricerca del gesto tecnico, per la propensione al dribbling, per il gusto per il colpo ad effetto. Dunque fantasia brasiliana coniugata alla fisicità esplosiva tipica della scuola ivoriana, che certo negli ultimi 10-15 anni è riuscita a esportare i propri talenti in Europa (e non solo) distinguendosi come la realtà più interessante nel panorama del calcio africano.

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