Garcia, ricetta anti-Juventus

di finconsadmin

I giocatori della Roma sono partiti per le vacanze di fine anno con un programma ben stabilita da parte di Garcia. Alcuni sono addirittura già tornati, qualcun altro lo farà lunedì e il gruppo si compatterà definitivamente il giorno dopo. Il 5 gennaio si gioca la madre di tutte le sfide. Non sarà una giornata di campionato come tutte le altre la prima del 2014. Anzi sì, perché ormai la Roma è entrata nella dimensione parallela in cui dietro ogni angolo si cela un pericolo e dunque non ci si può permettere si trascurare i turni di sorveglianza. Due punti persi e a quei livelli sei fuori delle posizioni che interessano. Naturalmente con la Juventus è lecito anche finire sconfitti senza per questo cadere in depressione.

 

Però Garcia non è affatto sicuro che sia così semplice. L’impatto di un ko in una gara tanto prestigiosa alla ripresa del campionato potrebbe anche avere effetti catastrofici. Senza contare che la Juve salirebbe a +8 e magari dopo tanta fatica gli avversari che sono alle spalle si arrampicherebbero abbastanza da sfiorare la suole della Roma al secondo posto. Non deve accadere.

 

Così Garcia prima di partire, e nel corso delle vacanze attraverso messaggi e telefonate e mail e altre semine digitali, dispiega tutte le sue abilità di allenatore moderno. Ha descritto ciò che si aspetta e ciò che ha prescritto ai suoi giocatori attraverso un’intervista esclusiva al nostro giornale e con dichiarazioni ad altri mezzi di comunicazione. I punti fermi dell’Operazione Juventus meritano di essere approfonditi e chiariti. Ed il Corriere dello Sport lo fa.

 

Ci vorrà il FISICO
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I sudamericani torneranno a Trigoria martedì, gli altri il giorno precedente. Ma già da ieri, per dire, De Rossi, Destro e Benatia sono in campo ad allenarsi e si sottopongono anche alla fisioterapia. Perché De Rossi ha sempre il classico fastidio all’alluce destro da farsi passare, e sarebbe il caso accadesse visto che da un po’ Daniele evita se possibile di tirare in porta per non correre rischi. Mentre Destro tiene d’occhio i muscoli indolenziti dalla lunga assenza, ormai definitivamente sepolta sotto tre gol in tre presenze. Mentre Benatia ha i polpacci sollecitati dalla potenza che esprime.
Nessuno della Roma riposa davvero.

 

 

GLI SCHEMI
Sembra ridicolo parlarne dopo un successo per 4-0. Il Catania è ancora stordito. E poi la Roma ha ripreso da tre giornate la sonora media di due gol a partita e oltre dopo un certo periodo di arenamento su banchi sabbiosi delle aree altrui. Ma se i giallorossi hanno imparato a navigare anche in mezzo agli ostacoli che le squadre avversarie riescono adesso a proporre loro le ragioni sono essenzialmente due. La prima è il rientro in attività di servizio di Mattia Destro. Da quando il centravanti ha ricominciato a giocare e immediatamente a segnare la Roma va a rete con facilità molto maggiore. La seconda è che Garcia ha intensificato e prolungato le fasi di allenamento in cui si sperimentano schemi offensivi.

 

 

LA TESTA
Per una volta l’interruzione del campionato si è presentata al momento più opportuno. La vicinanza delle feste ha iniettato determinazione in una Roma che con il Catania avrebbe potuto anche incartarsi tra la necessità di vincere la partita e l’insidia sottile di giocare contro un’avversaria certamente inferiore. Superato l’ostacolo psicologico, i giocatori hanno ricevuto la possibilità di fermarsi a riflettere. A pensare a quanto li attende all’inizio di gennaio. Meglio così che sopportare l’improvviso innalzamento della tensione nell’arco di una sola settimana.

I romanisti, stando a quanto borbottano in giro, vanno a Torino con l’atteggiamento ideale. Sanno di poter perdere, sanno di poter vincere. Sanno anche di poter pareggiare senza drammi. Sanno, infine, che chi esce a testa più alta dallo scontro frontale allunga le mani verso lo scudetto. Anche se la Juventus comunque vada resterà in testa. La cosa si può sintetizzare con gli auguri di Totti a Buffon: «Gigi è un amico. Spero abbia un ottimo 2014 e arrivi secondo»

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