Garcia apre allo scudetto

di finconsadmin

Fiuta aria buona Rudi. Lo aspettavano tutti al varco. Esame a San Siro, l’Inter pronta a smascherare la Roma che aveva un calendario favorevole in partenza.
E tutti a cercare di capire se, alzando l’asticella, la sua squadra fosse ancora in grado di proporre gioco e gol senza prenderne. Risultato: altri tre gol segnati, nessuno al passivo. Siamo a numeri quasi impossibili per le prime sette giornate di campionato: 20 gol segnati, 1 subito. Differenza reti + 19!
E Garcia respira aria buona, profumo di grandi imprese, anche se ci tiene a far restare tutti, lui per primo, coi piedi per terra. Fiuta cose grosse e si gode la netta vittoria su Mazzarri, che non ha trovato a fine gara in campo per stringergli la mano. L’intransigente italianista doveva fermare il simpatico franco-andaluso. Dove vuole andare questo che ha allenato solo in Francia, anzi, nella provincia francese? Era nei voti di molti non romanisti. Non è andata così, perchè la Roma ha la faccia da pugile dell’uomo di Nemours e il suo carattere.

Che valore dà a questa vittoria?
«Grande partita lo sapevamo. Mi è piaciuto lo spirito collettivo, abbiamo giocato col cuore. Abbiamo fatto una partita da uomini veri».
Roma da scudetto?
«Quanto manca alla fine? Manca troppo, vedremo. Vincere qui era difficile, abbiamo giocato da squadra. Abbiamo un leader d’attacco come il capitano che ha guidato la squadra alla vittoria».
Lo consiglia a Prandelli?
«Sono l’allenatore della Roma e niente di più».
La testa fa la differenza?
«Sì la squadra ha fiducia, i giocatori anche. E’ una cosa importante. Abbiamo fatto una cosa differente, anche nelle ripartenze abbiamo fatto bene. Nel secondo tempo non abbiamo tenuto palla ma il 3 a 0 era già una cosa molto buona».
Cercava Mazzarri?
«Si per salutarlo, ma non ci siamo incontrati».
Perfetti nell’occupare gli spazi. Avete una grande maturità mentale?
«Abbiamo giocato col cuore e in maniera collettiva nel secondo tempo».
Meno possesso palla.
«Abbiamo fatto benissimo in ripartenza. Solitamente siamo un po’ migliori in possesso palla, però mi piace che la squadra possa fare cose differenti».
Venti gol fatti e uno subito. Ancora non si può parlare di scudetto?
«E’ ancora troppo presto. Ci sono ancora 93 punti da assegnare. La cosa più importante è continuare la serie e vedere partita dopo partita. Non abbiamo bisogno di cambiare qualcosa ed è meglio tenere a mente l’obiettivo di tornare in Europa senza parlare di scudetto e magari deludere i nostri tifosi».
Totti? Pensava fosse così?
«Per conoscerlo meglio bisogna allenarlo, è un fuoriclasse tra i più forti della storia. E’ bello vederlo così felice».
Quanto si fida di Taddei? Lo mette sempre dentro.
«E un ragazzo che dà tutto per la squadra, forte tecnicamente. E sempre davanti sul lavoro fisico. Ha sempre voglia di lavorare a aiutare la squadra».
Sua sorella dice che lei si allenava a subbuteo?…
«Non mi ricordo, ero piccolo…».

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