Garcia: “Al primo k.o tutti all’alba a Trigoria”

di finconsadmin

Rudi Garcia è l’uomo del momento. Come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, il tecnico francese è stato eletto miglior allenatore del 2013 dalla rivista France Football. In un intervista rilasciata a La voix du nord, l’ex-allenatore del Lille dimostra tutta la sua ambizione: chiarisce che è venuto a Roma non per stabilire record; bensì per vincere titoli. Inoltre non risparmia una frecciatina ai cugini della Lazio: rei di essere rimasti prigionieri della vittoria ottenuta il 26 maggio in Coppa Italia.

 

Nell’intervista, Rudi Garcia analizza il suo rapporto con i giocatori: una chimica perfetta che ha portato i giallorossi a conquistare 11 vittorie e 4 pareggi. L’allenatore francese è comunque consapevole che arriveranno periodi negativi, in cui i giocatori dovranno stringere i denti«Potrei costringerli ad alzarsi alle 7 del mattino il giorno dopo. A Lilla l’ho fatto. Anzi, a Roma sarebbe più facile. In Francia ho dovuto imporre la cultura del lavoro a persone intelligenti, a Roma l’ho trovata bell’e pronta, insieme con un grande rispetto per l’allenatore». Garcia ha trovato sin da subito un buon feeling anche con il nostro Paese, ma soprattutto con l’italiano:«Ho trovato una lingua musicale che mi viene facile ripetere. Non mi vergogno di sbagliare. Se non so qualcosa chiedo e adesso comincio a rompere le scatole a chi mi sta intorno anche sull’ortografia. Non voglio essere frainteso dai giocatori e dai giornalisti. Dopo ogni partita mi aspetta un’ora di navigazione tra quattro televisioni diverse». L’importanza di parlare correttamente l’italiano, è un obiettivo che Rudi Garcia si è prefissato sin da subito; tanto che anche i suoi collaboratori Bompard e Fichaux sono passati attraverso un corso d’italiano intensivo.

 

Rapporto idilliaco anche con la città per l’allenatore della rinascita romanista:«Quello che si vede dal Gianicolo è meraviglioso. Anche le mie tre figlie adorano Roma» . E’ così che vive, partendo dalla periferia, evitando il centro se proprio non c’è una meta precisa, raggiungendo gli impianti sportivi di Trigoria. E’ arrivato alla Roma con un bagaglio d’esperienza importante; ha continuato ad usare i suoi metodi di lavoro come: la videoanalisi spinta, il dialogo con i giocatori,  le lunghe serie di cross che il suo vice spedisce al centro dell’area. Con il direttore sportivo Sabatini, Garcia era stato chiaro: «Se volete che venga da solo, cercate qualcun altro» . Fortunatamente hanno trovato lui.

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