Finanza creativa: Roma-Inter il top

La Roma ha avviato trattative, sempre con Goldman Sachs, per una linea di credito di oltre 111 milioni di euro (pari all’indebitamento finanziario del club). Ma lo schema di ristrutturazione del debito giallorosso seguirà il “modello Inter”

di finconsadmin
Roma-Inter non è soltanto il top match della prossima giornata di campionato, perché, in un singolare intreccio tra sport e business, queste due società rischiano, nel prossimo futuro, di incrociare i propri destini anche al di fuori del rettangolo di gioco. E il confronto tra le due realtà calcistiche, come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport, è sul terreno della finanza. Entrambi i club, infatti, hanno deciso di ristrutturare l’esposizione debitoria. L’Inter, temporalmente prima dell’AS Roma, ha aperto la strada all’utilizzo di schemi di “finanza creativa”.Tra maggio e giugno di quest’anno i nerazzurri, con la supervisione di Unicredit e Goldman Sachs, hanno dato il via ad una maxi operazione finanziaria del valore di 230 milioni di euro (circa 200 milioni in “linee di credito” e i restanti 30 milioni per le spese correnti). Hanno scommesso sul rilancio del marchio FC Inter, oltre che sul ritorno del club, prima nel salotto buono del calcio italiano, e, successivamente, in Champions. Per i nerazzurri, ritornare in Europa centrando magari l’obiettivo dei quarti di finale, grazie al market pool Uefa, significa portare a casa tra i 30 e i 40 milioni di euro annui (senza considerare i ricavi da botteghino e le vendite del merchandising). La ristrutturazione del debito dell’Inter passa attraverso un articolato piano di rimborso: una prima rata da 1 milione di euro entro il 30 giugno 2015; 15 rate trimestrali da 3 milioni, nel periodo che intercorre, tra il 30 settembre 2015 e il 31 marzo 2019 (per un totale di 45 milioni di euro) e una maxi rata finale, stimata in 184 milioni di euro, entro il 30 giugno 2019. 

La Roma invece ha avviato trattative, sempre con Goldman Sachs, per una linea di credito di oltre 111 milioni di euro (pari all’indebitamento finanziario del club). Bisognerà attendere ancora alcune settimane prima di conoscere gli aspetti principali dell’operazione, ma lo schema di ristrutturazione del debito giallorosso seguirà il “modello Inter”. Nascerà infatti una società ad hoc o di scopo (special purpose vehicle), dove, per abbattere, nel tempo, l’indebitamento saranno portati in dote i ricavi provenienti dalle sponsorizzazioni, dal merchandising/licensing e dalle attività media (lasciando fuori i ricavi da diritti tv del mercato “domestico” e quelli legati alla partecipazione alle coppe europee).

 

LA ROMA AMERICANA. Il bilancio consolidato della AS Roma al 30 giugno 2014 si è chiuso con una perdita netta di 38,55 milioni di euro (il patrimonio netto è negativo per 81,3 milioni). Due voci primarie che servono a fotografare il livello di debiti totali pari a 130,8 milioni. Il progetto dello stadio a Tor di Valle dovrebbe diventare il volano principale per far lievitare i ricavi futuri. Dal 2017, data di inaugurazione dell’impianto, serviranno a ridurre drasticamente l’esposizione debitoria canalizzata nella società di scopo, seguendo lo schema dell’operazione dei rivali nerazzurri. Gli oltre 60 milioni di euro di revenue da stadio ipotizzati nel business plan della società di Trigoria saranno linfa vitale per contenere al massimo la percentuale di rischio insita in questa tipologia di operazioni finanziarie.

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