Fenucci: la Roma non è indietro

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – Il momento non è dei più semplici. L’amministratore delegato della Roma Claudio Fenucci è sommerso dal lavoro. Il giorno dopo una sconfitta come quella subita all’Olimpico contro l’Udinese, però, non è mai facile rimettersi all’opera. Fenucci ci prova, facendo il punto. Perché l’avvio di stagione non è stato quello che era stato immaginato: «Non vedo la necessità di dover difendere Zeman, siamo una squadra che sta crescendo, con giocatori nuovi. La Roma darà le soddisfazioni che meritano i tifosi perché la rosa è composta da giovani e altri più esperti tutti con ottime capacità tecniche» . Però dopo nove giornate il primo bilancio è già piuttosto amaro… «L’obiettivo è quello di far meglio dell’anno scorso e raggiungere se possibile una competizione europea. […]» .

PROBLEMI – Ci sono alcuni giocatori che non sembrano essersi integrati alla nuova guida tecnica. Gente come De Rossi, Pjanic e Destro rappresentano un patrimonio che non può essere disperso. I dubbi, però, riguardano soprattutto loro, sia per collocazione tattica che per adattabilità al 4-3-3 del boemo: «Destro? Il fatto che un giocatore importante cercato da molte squadre trovi meno spazio significa che abbiamo un attacco forte. Se c’è abbondanza per un posto da titolare la cosa ci fa piacere. Abbiamo ricevuto offerte per più di cento milioni per quanto riguarda Lamela, o Pjanic, o Osvaldo. La Roma però ha fatto un investimento patrimoniale e tecnico di cui aspettiamo presto i risultati» . C’è poi il discorso riguardante gli arbitri. La direzione di Massa nella partita contro l’Udinese non deve aver convinto neanche Fenucci visto che l’ad ha rimediato un’ammonizione dal giudice per «espressioni irriguardose» rivolte all’arbitro negli spogliatoi: «Ma è la prima ammonizione che prendo in quindici anni. I designatori auspicano il dialogo tra dirigenti e arbitri e la Roma ha sempre perseguito la politica di non parlare degli arbitri sui giornali ma all’interno degli spogliatoi, dove è giusto avere un dialogo con educazione per rimarcare gli eventuali errori. Quali? Sulla valutazione della gara, anche in passato abbiamo accettato errori, ma vogliamo che ci sia dialogo. Pensiamo che l’introduzione degli arbitri di porta abbia suscitato confusione» . […]
ASSEMBLEA – Poi Fenucci è tornato a lavoro. Ha dovuto rispondere alle tante domande che, durante l’assemblea di ieri pomeriggio a Trigoria, gli hanno posto gli azionisti giallorossi, i proprietari di circa il 22% delle azioni giallorosse sul mercato: «Il bilancio si è chiuso con una perdita di 58 milioni» . Gli chiedono delucidazioni su tutto, anche sull’uscita di scena dei vecchi dirigenti. Sono stati pagati? «Con Pradè c’è stato un accordo perchè aveva una durata contrattuale più lunga mentre alla dottoressa Mazzoleni sono stati riconosciuti gli importi dovuti per legge. La società non ha elaborato un piano industriale perchè si aspetta la definizione per lo stadio, che cambierà tutto. Abbiamo business plan preparati che riguardano l’anno in corso, Pallotta ha delegato parte dei suoi poteri agli amministratori delegati, che sono due ed hanno poteri molti simili. Ruane e D’Amore sono ancora soci ma non più amministratori. […]»
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