E ora al diavolo la scaramanzia!

di finconsadmin

(Corriere dello Sport – G.Dotto) Questo spazio ha seriamente rischiato di restare bianco. Al terzo gol di Florenzi ho lanciato il Mac sul soffitto.L’ho ripreso con un volo plastico alla De Sanctis. Non ci riguarda? Al diavolo. Si, ufficiale, che ci riguarda. Alias Rudi Garcia. Basta con la scaramanzia pelosa. Basta con i mediocri toccamenti. Questa squadra racconta il meglio di Guardiola e il meglio di Zeman, fraseggio stordente e sintesi sublimi. T’incanta e ti squarta. E’ un viaggio fantastico. E non sono soli, Totti, De Rossi e compagni. Puoi toccarlo con mano che non sono soli. Quei cinquemila sconvolti che cantano a San Siro e tutti gli altri ovunque. Mentre tutto scorre, anche questo sabato freddo, piovoso, ma pieno di luce, mi chiedo per l’ennesima volta che cosa fa il tifoso romanista diverso da chiunque altro, che cosa c’è di unico nella sua felicità e nel suo strazio. Cosa li scorterà di notte nel loro ritorno a Roma e nelle loro tane, una dolcissima notte, e il risveglio che sarà domenica, di questa passione dentro, la sua monotonia, che dura uguale negli anni, di quello che era un ragazzino brufoloso e oggi un vecchio ansimante, forse con la gotta e la schiena che scricchiola. Ma lo stesso spasimo.

 
Il tifoso romanista è mistico, ancora prima che innamorato. Questo lo fa diverso. La sua con la squadra è unione mistica. Fatta di languori e sospiri. Lo è nella coralità dello stadio, ma anche nella solitudine dei covi privati. E’ una cosa sola con la sua squadra. Non ti lascia mai solo. Lo dice Totti senza dirlo, lo dice De Rossi, dicendolo benissimo. La Roma è l’enormità che un giorno ci è stata promessa. La Roma per i romanisti è un mondo invisibile ma percepibile di paesaggi scritti in un alone che è seduzione assoluta. Esagero? Dio o chi per lui sa che non esagero.

 
Mentre stiamo qui ancora a gingillarci sulla questioncina se lo scudetto ci riguarda a no, la Roma è da oggi un fenomeno di dimensioni mondiali, ben oltre il nostro cortiletto. Lo è nei numeri e nei fatti. Nelle leggende viventi e nei valori assoluti. Benatia, Strootman e Gervinho sono fuoriclasse acclarati. Rudi Garcia stravince anche a fine partita quando va a cercare la mano di Mazzarri e trova invece il vuoto che più cafone non si può.

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