Dubbio numero 1. Lobont favorito su Stekelenburg

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Da Luis Enrique a Zeman passa un mondo di idee e punti di vista nascosti tra due sicurezze: il 4-3-3 e i fumogeni sparati sulla formazione della Roma. I dubbi per il debutto contro il Catania sono due e tali rimarranno fino all’ingresso allo stadio Olimpico: il portiere e il terzo attaccante da affiancare a Osvaldo e Totti (aspettando Destro, fermo per squalifica). Zeman non ha dato indicazioni, soprattutto sul ballottaggio più scivoloso: Lobont-Stekelenburg. Tutto calcolato, anche perché con il mercato aperto le cose possono cambiare all’ultimo momento. Ma l’allenatore un’idea ce l’ha.

 

ORIENTAMENTO –

Il favorito della vigilia sembra Lobont. Sembra. Zeman lo ha allenato dall’inizio alla fine della preparazione, lo considera un portiere di livello e lo ha visto più sereno del compagno negli ultimi allenamenti. Se ne è parlato, a Trigoria, tra allenatore e dirigenti, in uno scambio di opinioni che potrebbe influenzare la scelta finale. Stekelenburg, tra l’altro, non è al top della condizione dopo i problemi alla spalla e alla coscia. E’ vero, nell’amichevole contro l’Aris ha giocato lui. Ma le partite vere, come ha ricordato Zeman, sono diverse. E poi in questa settimana le notizie di un possibile trasferimento hanno creato una situazione poco simpatica: Stekelenburg potrebbe dunque essere “protetto”, per poi eventualmente tornare in pista alla seconda giornata, a mercato finito. Vale però anche l’ipotesi contraria: se Baldini e Sabatini garantissero la conferma di Stekelenburg, Zeman potrebbe utilizzarlo subito. Niente è certo, niente è definitivo.

 

 

ELASTICITA’ – Neppure la bocciatura di Borriello e Perrotta, esclusi dalle convocazioni, è irreversibile. Per loro può valere il discorso di Stekelenburg: se le trattative che li riguardano non si concretizzeranno, torneranno ad essere considerati più avanti. A seconda delle necessità, che contro il Catania non esistono. Anzi, Zeman avrebbe potuto allungare la comitiva a 23 giocatori e invece ha preferito…stare largo in panchina. Sono solo venti i giocatori selezionati, compreso l’ultimo arrivato Marquinhos. Zdenek Zeman ragiona di testa sua e spiega la decisione: «E’ inutile convocare un giocatore che già so di non voler utilizzare. Dalla tribuna la partita si vede meglio» . E non è una battuta: «Guardando il gioco dall’alto si può imparare di più, si ha lo stimolo per crescere. E non è serio portare in panchina un calciatore per 38 partite e lasciarlo magari sempre seduto» .

 

 

FOLLA – Nove undicesimi della squadra sono fatti, con Bradley preferito a Florenzi ( «E’ eccezionale» ha detto Zeman). In attacco, invece, Lamela dovrebbe vincere la sua sfida con Nico Lopez, anche se Bojan spinge dalle retrovie per una maglia. Per Lamela e per Osvaldo è una grande occasione, nella domenica in cui non c’è Destro. Dalla prossima settimana gli spazi si restringeranno per tutti, con una possibilità che nella testa di Zeman è molto affascinante: il tridente Destro-Osvaldo-Totti. Ieri a Trigoria, a margine della conferenza stampa, il capo non ha escluso questa soluzione: «Ci può stare, quei tre possono giocare in qualunque ruolo dell’attacco» . E promettere tanti gol, insieme.

 

 

ANTICO – Intanto, dopo un anno di libertà, la Roma ha riscoperto la clausura. Ieri sera, la squadra è andata in ritiro a Trigoria. Anche su questo punto, Zeman è lontano anni luce da Luis Enrique: «Per me conta la logica di gruppo ed è importante stare insieme prima delle partite. Il calcio non è uno sport individuale ma collettivo» . Se il ritorno alla tradizione gioverà ai giocatori, che erano abituati a dormire a casa anche prima delle trasferte, lo dirà la partita con il Catania.
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