Doumbia: «Io alla Roma? Tutto è possibile»

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Un mese fa, nelle stanze di Trigoria, l’innamoramento è stato annunciato: Walter Sabatini ha perso la testa per Seydou Doumbia, attaccante classe ‘87, nazionale ivoriano del Cska Mosca.

E’ il più forte di tutti, ha detto ai colleghi che governano la Roma. Da quel giorno, o forse da prima, sono cominciate le manovre per vincere l’appalto: il Napoli, nell’estate 2011, si è visto rifiutare dai russi un’offerta superiore ai 20 milioni. Ma si sono interessate anche il Chelsea, l’Arsenal, il Manchester City, società spagnole come Real, Atletico, Valencia.

E’ così bravo, questo ragazzo? Gli esperti di talento, come Sabatini, giurano di sì. E così, lusingato dagli ammiratori, Doumbia può scremare la fila: «Voglio la Champions League» .

Ma davanti a un contratto importante e a prospettive allettanti potrebbe accettare un anno di rodaggio. Lo stipendio è da top player: 2,2 milioni netti più i premi. Il Cska, che due anni fa lo ha comprato in Svizzera per 15 milioni, ne chiede 30. Ma siamo a maggio. E’ presto per dare certezze in un mercato pieno di dubbi. E’ lo stesso Doumbia a frenare sulle sentenze definitive. Vuole tenere le porte spalancate. Vuole mettersi all’asta. Può farlo, dopo 33 gol in stagione. Sceglie di farlo attraverso questa intervista dal Belgio, dove è in vacanza con la fidanzata.

Doumbia, niente Roma allora? 
«Cosa intende dire?».

Ai suoi procuratori ha chiesto di giocare in un club che partecipi alla Champions League. La Roma e il Napoli in questo senso sono fuori gioco.
«E’ vero, voglio giocare la Champions League, è la competizione che mi affascina di più, ma non andiamo troppo in là. E’ ancora presto, può succedere di tutto».

Quindi è pronto per il calcio italiano?
«Ah, certo. Prontissimo. E sarei pronto anche per andare in Spagna o in Inghilterra, i campionati principali. Sicuramente vorrei fare un salto in avanti nella mia carriera».

Preferenze?
«Al momento nessuna. Dipenderà dalle offerte. Il campionato russo è appena finito, mi sto godendo le vacanze. E sono dispiaciuto perché il Cska non si è qualificato per la Champions League».

Proprio questa mancata qualificazione dovrebbe far scendere il suo prezzo.
«Questo non lo so e mi interessa relativamente. Sono questioni che riguardano la mia società e quella che vuole acquistarmi».

Quindi la Roma può sperare.
«Io non chiudo le porte  a nessuno. Se il progetto che mi viene proposto è convincente, può interessarmi. E’ inutile andare in un club che gioca un anno la Champions League e l’anno dopo non partecipa alle coppe europee. Aspettiamo le offerte concrete che proporrà il mercato, poi insieme con il mio manager, Jean Bernard Beytrison, valuteremo la soluzione migliore».

In ogni caso, fuori dalla Russia.
«Penso proprio di sì. Ma non perché stia male a Mosca, anzi. Però se c’è la possibilità di crescere come professionista, non mi tirerò indietro. Ho 24 anni e tanta fiducia nelle mie capacità».
Ha avuto una crescita strana. Dalla Costa D’Avorio è finito giovanissimo in Giappone. Come mai?
«C’erano dei talent scout, è arrivata un’offerta. L’ho accettata. Cose che succedono nel calcio. Sono stato più di due anni laggiù, imparando una lingua e una cultura nuove. Un’esperienza interessante».
E poi il destino l’ha portata in Svizzera, allo Young Boys.
«E’ stata la mia fortuna. Nelle due stagioni a Berna ho imparato molto. Forse è stata lì la mia svolta».

E che svolta: 50 gol in due campionati.
«Esatto. A quel punto i miei numeri hanno attirato l’attenzione del Cska che mi ha portato in Russia».
Quest’anno ha segnato 5 reti in Champions League, diventando popolare anche nell’Europa occidentale.
«I gol aiutano un attaccante a farsi conoscere. Li ho sempre fatti. Segnare è la cosa che conta di più nel calcio ed è anche quella che mi riesce meglio».
Quanti ne farebbe in serie A?
«Mi viene da ridere. Non lo so. Come dicevo prima, credo molto nelle mie potenzialità. Vengo dal campionato russo in cui ho segnato 28 gol in questa stagione. Spero di poter continuare ad alti livelli, dovunque andrò».

Facciamo finta che scelga l’Italia. Qual è il club che le piace di più?
«Quello che mi farà l’offerta più interessante».

Conosce Walter Sabatini, il direttore sportivo della Roma?
«Non lo conosco. Ma se è interessato a me lo ringrazio. Vedremo che cosa si riesce a concludere. Io non dico no a priori».

Segue la serie A?
«Spesso. In Russia danno le partite in diretta televisiva. Quest’anno mi hanno impressionato soprattutto Robinho e Di Natale».

Allora preferisce il Milan o l’Udinese, due squadre che fanno la Champions…
«No, parlavo di giocatori».

Totti e De Rossi li conosce?
«Certo. Chi non li conosce?».

E’ più forte Totti o Drogba?
«Non lo so. Ma di Didier posso solo parlare con rispetto e ammirazione. E’ il mio idolo, prima che il mio compagno di nazionale. Siamo due ivoriani, orgogliosi di rappresentare il nostro Paese e l’Africa in giro per il mondo».

Dove giocherà Drogba ad agosto?
«In una grande squadra. Al Chelsea o altrove. E’ ancora un attaccante formidabile».

Dove giocherà Doumbia ad agosto?
«Lo scoprirò presto».

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