Domani la ripresa senza 13 nazionali

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – A.Ghiacci) – Domani pomeriggio, alla ripresa degli allenamenti a Trigoria, Zeman non avrà a disposizione gran parte dei suoi giocatori. Sono 13 infatti i giallorossi che sono partiti per rispondere alle convocazioni delle varie nazionali. Oltre ai quattro azzurri, De Rossi, Osvaldo, Destro e Balzaretti, con le giovanili dell’Italia ci sono Florenzi (Under 21) e Romagnoli (Under 19). E ancora due portieri, Stekelenburg con l’Olanda e Svedkauskas con la Lituania (Under 19), Piris con il Paraguay («daremo il massimo nelle prossime due partite, contro l’Argentina penso di aver fatto bene»), Bradley con gli Stati Uniti, Castan alla prima con il Brasile e il giovane Nico Lopez con l’Uruguay (Under 20). Infine c’è Pjanic, quello che preoccupa maggiormente la Roma: il bosniaco si è da poco ristabilito da un infortunio e visti i precedenti il club giallorosso non è tranquillo. «Vorrei giocare per la mia Nazionale – ha detto Pjanic – ma non dipende da me sono i medici che devono decidere. Resterò a Roma fino a mercoledì ma poi voglio raggiungere i compagni di squadra e gli amici. Ho parlato con il tecnico, è importante essere pronti per la Lituania». […]

 

 

CAPITANO – Intanto sono uscite le parole di Totti rilasciate a Tv Sorrisi e Canzoni per la presentazione del suo libro: «Ironia e allegria permettono di raccontare storie con leggerezza. E’ come un passaggio smarcante in partita, un mezzo bello ed efficace. E’ più bello dei gol. La gente ha bisogno di sorridere. E’ vero, a Roma mi chiamano anche gladiatore, ma io credo che il vero coraggio sia dire sinceramente ciò che pensiamo, impegnarsi per le cose in cui crediamo e fare del nostro meglio per noi e i nostri cari tutti i giorni. Ognuno, nel suo piccolo, può essere coraggioso». Il nuovo libro di Totti, “E mo’ te spiego Roma”, contiene i colloqui immaginari del capitano giallorosso con Giulio Cesare, Zeus e anche Gesù Cristo. «Però non ci sono dubbi su quale sia stato l’incontro reale più intenso della mia vita, quello con Giovanni Paolo II. Di lui non posso dimenticare gli occhi gentili e quella sensazione di pace che sembrava circondarlo». L’idea di lasciare il calcio è ancora molto lontana: «Penso solo al calcio. Ho sempre nella testa la prossima partita da giocare. Magari quando mi ritirerò inventeremo qualcosa per salutare calorosamente tutti, ma ora è presto per pensarci. Chi è l’ottavo re di Roma tra me e Falcao? Facciamo che uno siederà sul trono nei giorni dispari e l’altro nei giorni pari». Infine, una risposta alla crisi economica dell’Eurozona: «Se l’euro dovesse fallire, si potrebbe coniare un nuova moneta. Come li vedreste i prezzi se la nuova valuta fosse il… cucchiaio?».
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