De Rossi: “Juan ha fatto bene. Roma, servono campioni”

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport) Alla fine della partita, insieme a Taddei e a Lobont è andato sotto la curva Sud, verso i tifosi, per ringraziarli e scusarsi della sconfitta. Quando ha sentito che Juan era “attaccato” dai «buuuu» della Nord,

lo ha abbracciato: «E’ stato molto bravo perché la sua reazione è stata anche limitata. Difficile commentare, dico solo che qualcuno dovrà prendere tutte le decisioni del caso per episodi del genere. Ci sarà qualcuno che avrà sentito questi cori e li punirà». Troppo facile, per De Rossi «prendersela ora con i tifosi della Lazio visto che queste cose accadono sui campi di mezza serie A, direi che dovrebbe cambiare un po’ la mentalità della gente». Anche per Luis Enrique quello delle manifestazioni a sfondo razzista all’interno degli stadi è un problema diffuso: «Succede in tutti i paesi, non solo qui. Così non si giocherà mai, mi dà fastidio. Non so qual è e se c’è soluzione, ma non credo sia interrompere la partita».

 

AMAREZZA– Ancora De Rossi, stavolta per analizzare il momento della Roma, reduce da due sconfitte consecutive: «Qualcosa non va ma il bilancio si fa a maggio. Dopo un derby perso potrebbero essere fatte valutazioni sbagliate. La Roma è cresciuta ma le prestazioni sono state troppo altalenanti. C’è bisogno di inserire esperienza perchè siamo una squadra molto giovane e questo si sente. Dobbiamo preparare una grande Roma per il prossimo anno, l’esperienza e la personalità non si trovano nei ragazzi della nostra Primavera, che pure sono eccezionali, e non lo dico perchè li allena mio padre. Bisognerà buttare dentro qualche campione per far crescere il livello di esperienza, basta guardare con chi ha vinto a Palermo il Milan. Non dico di comprare Ibra… (ride, ndr), perché c’è bisogno di assestare una squadra, non di comprare 10 campioni».
DELUSIONE– A questo punto la Roma è a dieci punti dal terzo posto. Discorso Champions League chiuso? De Rossi è sincero: «Si, credo di si. O comunque siamo molto vicini alla fine». E allora cosa si può dire ai tifosi adesso? «Non so, finora loro hanno avuto molta pazienza con noi, spero ne abbiamo ancora. Non credo che possa essere una partita che cambia il valore di un progetto o la stima in un allenatore. Il derby lascerà delle scorie, ma il mio pensiero sul tecnico e sul progetto non cambia. Ci credo. Delusione? Sì, in tutti, ma allora vogliamo perdere da qui a settembre? Non è così che la vedo io, e non intendo farlo così come l’allenatore e i miei compagni»

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