De Rossi, notte da leader vero

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport-A.Ghiacci) Chissà che effetto gli avrà fatto. Daniele De Rossi è stato chiamato in causa quando di solito vengono utilizzate le seconde linee, i giocatori che trovano poco spazio durante il campionato. Sul suo braccio sinistro, quello che in campo è sempre coperto rispetto al destro che invece ha sempre la manica corta, c’era la fascia di capitano della Roma. (…) All’inizio è sembrato  il centrocampista preferito di Luis Enrique: spesso e volentieri, infatti, De Rossi si è ritrovato a giocare molto basso, quasi all’altezza della linea dei difensori. Non ha il ritmo della partita vera nelle gambe, normale quando si arriva da un lungo periodo di inattività. Perché De Rossi, tra esclusioni per scelta tecnica e stop forzati dovuti alla squalifica del giudice sportivo post derby, prima di ieri sera non giocava novanta minuti da oltre un mese, dalla sconfitta di Parma (2-3) del 31 ottobre scorso.

RITMI – Zeman a inizio stagione ha subito detto la sua su De Rossi: il tecnico non è convinto che De Rossi possa dare il meglio da centrale, perché in quel ruolo l’allenatore chiede altre cose, che il vice capitano giallorosso anche ieri ha dimostrato di effettuare a fatica. Un tocco, massimo due e via, la palla deve viaggiare in verticale (presente Tachtsidis?). De Rossi invece sembra avere ancora ritmi troppo compassati, anche se in un paio di occasioni ci ha provato e ci è riuscito benissimo. Sui suoi due tocchi in verticale sono arrivati due seri pericoli per l’Atalanta, nel secondo è arrivato anche il gol di Destro (tra il passaggio di De Rossi e la rete dell’attaccante c’è stato un tocco di Pjanic). «De Rossi ha cominciato bene – ha detto Zeman – poi ci siamo persi un po’ tutti e non c’erano più le geometrie. Lui è calato ma è normale visto che non gioca, in questo momento non è abituato a giocare novanta minuti. Per noi è importante, per ora il campo non gli sta dando ragione ma ha dimostrato che è un giocatore di valore» . (…)

 

SPETTACOLO – Chi invece sembra destinato a non lasciare più il campo, almeno per il momento, è Miralem Pjanic. Attaccante o centrocampista non fa differenza. Anche ieri sera il bosniaco, come già accaduto contro la Fiorentina nell’ultima vittoria in campionato, ha dato spettacolo. Il gioco passa per i suoi piedi, e questo è accaduto soprattutto ieri sera quando non c’erano né Totti né altri giocatori che puntano più sulla costruzione della manovra. A fine gara, dopo aver corso tantissimo e aver giocato mille palloni, Pjanic è sembrato accusare un problema. «No – dice lui a fine partita – nessun problema, ero solo un po’ stanco. Ho preso una botta ma voglio recuperare per domenica» . E’ ormai sotto gli occhi di tutti: dal gol e le offese del derby, Pjanic è cambiato totalmente. Che cosa è successo? «Lavoro bene come tutta la squadra, adesso ho la fiducia dell’allenatore che mi dà libertà di esprimermi. Mi sento bene fisicamente, tecnicamente mi riesce di fare tutto quello che voglio. Non voglio fermarmi e voglio vincere con questa squadra. Io come Iniesta? Non mi paragonate a lui, ma certi passaggi pericolosi li ho visti fare proprio dal centrocampista spagnolo» . Sì, si vede davvero che in questo momento gli riesce tutto. E dai piedi di Pjanic il tutto è bellissimo perché la tecnica di base è sopraffina. «Mi sento molto bene, i tifosi mi amano e questo è molto importante, voglio continuare a giocare anche per loro» . (…) Anche perché la coppia Totti-Pjanic dietro un attaccante di ruolo ha dimostrato di poter essere devastante e Zeman non appare orientato a cambiare ora, a due partite dalla sosta natalizia.
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