Il primo atto “normativo” della Federcalcio targata Tavecchio è mettere nero su bianco una diversa regolamentazione della «discriminazione territoriale».

La prima mossa di Tavecchio è stata quella di cambiare la legge sulla «discriminazione territoriale». La chiusura delle curve che era diventata una procedura automatica, verrà adesso regolamentata con pene più «graduali», a discrezione del Giudice sportivo. Gianpaolo Tosel potrà punire con sanzioni e diffide soltanto in caso «di particolare gravità ».

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Lo scorso anno, avevano pagato le conseguenze la Roma, il Milan, l’Inter, il Torino, la Juventus, il Bologna, il Verona e la Fiorentina, ma anche il Latina in serie B e l’Ascoli nella Lega Pro. Ora le cose sono cambiate. La specifica che riguarda la discriminazione territoriale è stata inserita nel comma 3 dell’articolo 12, dove viene specificato che «le società sono altresì responsabili (...) per ogni altra manifestazione che, direttamente o indirettamente, comporti offesa, denigrazione o insulto per motivi di origine territoriale» . Ma non è tutto come prima perché l'articolo immediatamente successivo, il 13, prevede che le società non rispondano per i comportamenti tenuti dai propri sostenitori in «violazione dell’articolo 12» se intervengono tre delle seguenti circostanze: a) sono state adottate modelli di prevenzione, impiegando risorse finanziarie e umane adeguate; b) la concreta cooperazione con le forze dell’ordine; c) l’immediato intervento per rimuovere striscioni o far cessare i cori; d) la manifestazione di dissociazione da parte degli altri sostenitori; e) non vi è stata omessa o insufficiente prevenzione o vigilanza da parte della società.

L’Italia, è torna in linea con gli altri Paesi europei e con l’Uefa. «Le società risponderanno con gradualità di eventuali comportamenti di discriminazione territorale» ha detto Tavecchio, che ha spiegato anche come la modifica vuole evitare «provvedimenti drastici» e vuole favorire «interventi più ponderati». Una richiesta, quella riguardante questa modifica, che era arrivata dalla Lega, convinta che le società fossero soprattutto vittime, ma che troverà sicuramente d’accordo anche chi amministra la giustizia. Spesso, la scorsa stagione, comportamenti assai più gravi di un comunque disgustoso e esecrabile coro di discriminazione territoriale venivano puniti solo con un’ammenda. Non sarà più così.

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