Cole, abbiate pazienza sta imparando

Il calcio italiano non è il calcio inglese. L’ambientamento non può essere immediato, ma Garcia ha scommesso su di lui e potrà diventare la rivelazione della stagione

di finconsadmin

L’anno scorso, i sei gol nelle ultime tre partite a giochi finiti a parte, forare la Roma era quasi impossibile. Il rischio che qualcosa cambierà si aggira minaccioso per gli animi romanisti, come riporta l’edizione odierna del Corriere dello Sport. La perdita ormai prossima di Mehdi Benatia non è buon inizio. Ma sono le fasce a destare preoccupazione.

Con questa idea di gioco in testa la Roma ha effettuato le sue scelte un anno fa e adesso. Maicon era un’occasione e ha dimostrato di valere fino all’ultimo euro del suo stipendio, tanto che chiede l’aumento.
Anche se qualche domanda su Maicon bisogna porsela. Non tanto per i 33 anni quanto per il logorio insito in una carriera come la sua e per lo choc del Mondiale e per lo scarsissimo tempo che ha avuto per prepararsi dopo aver esaurito le ferie sino all’ultima goccia. Di fatto ha appena ripreso ad allenarsi. Inoltre a destra anche Torosidis garantisce.
E’ dall’altra parte che sinora la Roma ha mostrato una inquietante fragilità. A sinistra, dove agisce solitamente Ashley Cole, arrivato gratis dopo 384 partite di Premier League e 106 di Champions League. Federico Balzaretti non è ancora guarito e allora la Roma per poter prendere l’Iturbe di turno ha approfittato di tutti i saldi plausibili. Cole, 33 anni a sua volta, e Urby Emanuelson, 28.

Cole è venuto con idee chiare: «Vincere è l’obiettivo comune mio e del club. Altri giocatori inglesi non vanno volentieri all’estero perché preferiscono il nido caldo». Quando spinge, la sua specialità, non è efficace o lo è di rado. Difendere, non difende. Con il Fenerbahce è stato regolarmente saltato in velocità. Emanuelson lo ha sostituito ed è sembrato di un’altra classe. Naturalmente non lo è. Garcia continua a considerare Cole il titolare ed Emanuelson una buona alternativa. Effettivamente è presto per considerare azzardata la scommessa impostata sull’inglese. Intanto il giocatore si è messo d’impegno a integrarsi nel gruppo e con il suo carattere da londinese d’estrazione proletaria non ci ha messo molto. Prende intense lezioni d’italiano e si è già abituato a farsi prendere in giro da Totti, iniziazione attraverso la quale ogni matricola, anche una di 33 anni, deve passare.
Non ha ancora capito bene come si fa il terzino in una squadra italiana. Gli manca il respiro a causa della disciplina necessaria. Ma Garcia è ancora convinto di farne la sorpresa dell’anno. Di solito indovina.

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