Castan resta al centro

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – S.Di Segni) – Fu un consiglio prezioso, quello che arrivò a Sabatini e Baldini a gennaio: prendetelo prima che il Corinthians faccia strada nella Libertadores. Viceversa, il cartellino di Leandro Castan non sarebbe costato 5 milioni di euro. Si misero sulle sue tracce, manifestarono parere unanime, ds e dg. Strinsero ad aprile, forti di un feeling particolare instaurato da subito con il giocatore: «Voglio vincere a Roma e ottenere la convocazione con il Brasile» . Hai detto niente. Era il piglio di uno con le idee chiare e una forza di volontà fuori dal comune, secondo alcuni. Per altri, erano le visioni di un calciatore che non valeva la serie A: le prime sette partite con la maglia giallorossa hanno dato ragione ai primi. […]

 

AL CENTRO – Qualcosa non torna: la Roma ha subito 13 gol e ha rimediato anche qualche figuraccia dall’inizio del campionato, eppure le critiche sono rimaste alla larga dal centrale brasiliano, sempre presente, sempre titolare e mai sostituito. E se la sua prima profezia è rimasta sospesa – vincere nella Capitale -, quella che riguardava la Seleçao nel frattempo si è avverata: il 16 ottobre Castan ha esordito con la maglia verdeoro, in un’amichevole contro il Giappone. Il ct Mano Menezes lo ha impiegato come terzino sinistro, un ruolo che non gli appartiene: se gli avesse proposto di giocare in porta, non avrebbe fatto storie. Ieri Zeman ha sciolto ogni dubbio sull’opportunità di dirottarlo sulla fascia: «E’ vero, in Nazionale è stato schierato a sinistra e non se lo aspettava nemmeno lui. Ha giocato bene, ma lo ha fatto da terzino bloccato. Io non ho mai pensato di spostarlo dal centro» . Anche perché, nel vocabolario zemaniano, l’esterno di difesa ha confini più vasti, rispetto agli incarichi assunti con il Brasile. Stasera, contro l’Udinese, Castan si prenderà cura di Totò Di Natale e di chiunque volesse affacciarsi dalle sue parti.
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