Castan ferma anche il Boca. Ora la Roma

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Zanni) Insuperabile: e dire che il Boca ci ha provato con tutta l’artiglieria.

Ma Leandro Castan, ormai giallorosso dentro, con la maglia del Corinthians anche a Buenos Aires, nella finale di andata della Coppa Libertadores, ha fornito una prestazione impeccabile. È uno dei punti di forza imprescindibili del Timao ed è uno dei «responsabili» del percorso senza macchie dei brasiliani.

Alla vigilia dell’ultimo atto, mercoledì prossimo allo stadio Pacaembu , la formazione di San Paolo infatti è senza sconfitte: 7 vittorie e altrettanti pareggi, l’ultimo dei quali l’1-1 in casa degli argentini che non vuole dire aver vinto la coppa, ma che è comunque una buona base di partenza per farlo. Dall’inferno della Bombonera il Timao ne è uscito imbattuto perchè anche quando il Boca si è avvicinato alla porta di Cassio ha trovato in Leandro Castan un ostacolo troppo grande. La forza del Timao sta proprio nei due centrali, Chicao e appunto Leandro Castan. L’ormai romanista, 26 anni, 186 centimetri, non ha solo l’altezza, ma anche l’elevazione e un senso della posizione che gli hanno permesso, anche nella finale di andata, di trasformarsi in un ostacolo quasi insormontabile per gli avversari. A cominciare dai colpi di testa: ha sempre spazzato l’area, Leandro Castan, ancora una volta ha impressionato nelle chiusure difensive, mai in ritardo su un pallone e soprattutto estremamente pulito nei suoi interventi. Un difensore moderno, con una grande tecnica supportata dalla prestanza fisica.

 

COLPO DI TESTA – Se i colpi di testa rappresentano forse la punta dell’iceberg-Castan, tanto che non di rado sui calci piazzati lo si può trovare in attacco, anche nella caldissima finale di andata di Buenos Aires ha dimostrato un repertorio completo e forse uno degli interventi più belli, per eleganza e efficienza, si è visto al venticinquesimo minuto della ripresa, su Mouche, quando ha tolto, di piede, la palla all’attaccante del Boca che si stava trasformando in una seria minaccia per il portiere Cassio. Non si è fatto intimorire dalla bolgia della Bombonera ed è stato una presenza fattiva per il Timao dal primo all’ultimo minuto. E adesso per chiudere la sua storia al Corinthians con il regalo più bello, la prima Libertadores nella prima finale della storia del club, manca solo una partita, davanti al proprio pubblico poi. «Con questo pareggio – ha detto Castan al termine del match di andata – abbiamo conseguito un grande vantaggio. Adesso saranno loro che dovranno fare conoscenza con il Pacaembu…» .
CAMPI CALDI – Lo stadio del Corithians sarà tutto esaurito e per gli argentini, come è stato per i tifosi brasiliani mercoledì, sono stati riservati soltanto 2.450 biglietti. «Per noi – ha aggiunto il centrale – è stato un buon risultato, conoscevamo la Bombonera e abbiamo giocato bene, ora toccherà agli argentini venire da noi» . Sicuro, imperturbabile, Leandro Castan ha spiegato il motivo per il quale non ha problemi in trasferta, anche sui campi più infuocati: «Io sono sempre tranquillo, mi piace giocare in questo ambiente, tanto so che i tifosi non possono togliermi la palla dai piedi…» .
FESTA IN ARRIVO – A novanta minuti dal trionfo, ammesso che non si concluda la partita con un altro pareggio, in questo caso si potrebbe arrivare fino ai rigori, Leandro Castan non ha dubbi sull’esito dell’incontro di mercoledì prossimo: «Siamo in piena lotta, la squadra sta andando bene, giocheremo sul nostro campo, dovremo stare tranquilli e sarà una bella festa conquistare la Coppa. In un momento come questo bisogna dare il massimo e io voglio fare la storia per questo club»

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