Bye bye Bradley Cessione “utile”

di finconsadmin

 Lo statunitense è il primo a cedere di fronte alla valanga di acquisti, tra solidi uomini pronti all’inserimento in squadra e giovincelli speranzosi, che il direttore sportivo Walter Sabatini ha cominciato a spuntare dalla sua lista. 

 Ieri Bradley è stato cancellato in via preventiva dalla lista dei convocati, alla quale viceversa si è aggiunto, scritto a penna in fondo all’elenco, Radja Nainggolan. Non risultano cadute dentro la doccia o problemi di traffico lungo la strada per lo stadio, dunque siamo di fronte all’ufficialità del lungo addio tra il centrocampista e la Roma. Toronto, simpatica metropoli irta di grattacieli e strabordante di italiani di prima, seconda e terza generazione, amica della Roma sin dalla tournée della scorsa estate, incastrerà Bradley nella sua squadra spesso non brillante e per farlo pagherà 7,3 milioni di euro. Di questi tempi non sono male neppure per un nazionale statunitense e comunque ammortizzano, pronti via, quasi l’intero costo della metà di Nainggolan. Il comunicato ufficiale della Roma è giunto in tarda serata. Bradley è stato ceduto a titolo definitivo al Toronto per 10 milioni di dollari, pari a 7,3 milioni di euro.

E’ l’operazione praticamente perfetta, quella che lascia tutti soddisfatti della propria parte di bottino: la Roma guadagna, Toronto riscalda una piazza sonnacchiosa, Bradley va a giocare in teoria ogni partita, come desiderava, e vede il proprio stipendio crescere a proporzioni americane: tre milioni netti a stagione per sei anni se le indiscrezioni non mentono.

 

In più, a Trigoria mettono per un po’ la museruola ai lamenti di chi suppone che l’arrivo di Nainggolan preluda alla partenza di Pjanic. Va via Bradley, invece, e con tutto il rispetto l’impatto è minore.

 

 

I giovincelli nella lista di Sabatini stanno dove è prudente che stiano: in attacco, perché nel caso di errore lì si fanno meno danni. Antonio Sanabria sorride convinto di essersi sgombrata la via per Roma. Roma che non ha ancora tecnicamente versato i tre milioni della clausola compromissoria. Il Barcellona non ha nessuna intenzione di lanciare il ragazzo in prima squadra, per il momento, ma neppure intendono darlo in omaggio al primo passante. In situazioni simili i casi sono due: si pazienta e si conducono estenuanti trattative oppure si molla quell’osso e si gira l’angolo alla ricerca di uno diverso.

O persino di doppio non tanto diverso. Nella fattispecie, Valmir Berisha. Prima punta mobile e spigliata nella manovra anche lui, diciassettenne anche lui, non paraguaiano naturalmente bensì svedese di origini kosovare. Gioca nell’Halmstads. Ancora per poco, stando al suo agente Anders Karlsson. Lui sa quello che vuole: «Un buon contratto. Se la Roma me lo offre, in quattro e quattr’otto sono lì. Però mi cercano anche altre squadre italiane: Atalanta, Chievo, Juventus, Milan» .

Mancino, Berisha con l’Under 17 del suo club ha segnato 16 gol in questa stagione e racconta di ispirarsi a Ibra. E’ uno che s’impegna a migliorare se stesso, il proprio gioco e il proprio prezzo di mercato. Sulla carta si porta via per poche centinaia di migliaia di euro, in pratica bisognerà tirare fuori uno o due milioni.

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