Burdisso-Roma addio a un passo

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Non solo De Rossi. Un altro lembo di seta della vecchia Roma sta per rompersi: Nicolas Burdisso è pronto a lasciare Trigoria. Subito, a gennaio. L’ha già detto ai dirigenti con grande sincerità: vive il disagio di essere stato scartato da Zeman e non sopporta lo status di riserva. Si sente ancora un giocatore importante, da squadra importante: sarebbe felice di rimanere alla Roma ma non vuole perdere il Mondiale del 2014, ultimo grande appuntamento della sua carriera. Dunque la partita di sabato contro il Milan, che lo riproporrà probabilmente tra i titolari a causa della squalifica di Castan, rischia di essere l’ultima in giallorosso.

 

 

UMORE – Burdisso non è arrabbiato con nessuno. Né con Zeman, che lo ha accantonato per scelta tecnica e non per aver manifestato perplessità sul sistema di gioco, né con Baldini e Sabatini, che considera ottime persone: lo scorso anno, subito dopo il tremendo incidente al ginocchio, si vide offrire sulla fiducia il rinnovo del contratto (scadenza proprio nel 2014) come testimonianza di stima e vicinanza. Ma adesso il suo orgoglio gli consiglia di cercare nuove sfide: la nazionale argentina, dal giorno della maledetta trasferta in Colombia del novembre 2011, non l’ha più convocato.

 

LA CONTRADDIZIONE – Burdisso impreca anche per un’altra ragione. A inizio stagione giocava sempre, in condizioni psicologiche e atletiche non ottimali: a questo attribuisce l’errore di Roma-Bologna, costato una sconfitta incredibile. Oggi, superata la fase di rodaggio, è convinto di essere tornato ai livelli precedenti all’infortunio. Eppure il rendimento degli altri difensori centrali, e soprattutto il fantastico impatto con la Roma del bimbo Marquinhos, lo ha spinto ai margini della squadra. Da qui l’idea di cambiare aria, senza rancore e senza traumi.
DESTINAZIONI – Non tornerà sicuramente in Argentina, dove intende chiudere la carriera più avanti (possibilmente nel Boca). Potrebbe invece rimanere in Italia, se riuscisse a concretizzarsi la trattativa giusta: un ritorno all’Inter è possibile, così come un trasferimento alla Fiorentina che è una specie di colonia di ex romanisti. Il suo stipendio è alto, 4,5 milioni lordi a stagione, ma sarebbe spalmato su più anni attraverso il rinnovo contrattuale. Burdisso, classe 1981, pensa di giocare almeno altre tre-quattro stagioni in Europa.
SOSTITUZIONE – E così la Roma americana sarà obbligata, incassando poco o niente, a sacrificare un leader dello spogliatoio sull’altare del rinnovamento (a Verona tra i titolari soltanto Totti veniva dal passato e soltanto i tre attaccanti facevano parte della squadra dello scorso anno). Sabatini in realtà spera ancora che Burdisso cambi idea e decida di continuare. Ma non sarà semplice. E allora si è già mosso sul possibile sostituto. Il profilo è quello di un difensore centrale affidabile che sappia inserirsi velocemente nell’intelaiatura zemaniana: il nome giusto sembrerebbe lo svedese Granqvist, domenica a segno con il Genoa. L’affare sarebbe facilitato dai rapporti commerciali con Preziosi: tra Tachtsidis, Bertolacci, Verre e Borriello, i primi tre in comproprietà e l’ultimo in prestito, non mancano le occasioni per una chiacchierata sul futuro. Granqvist, 27 anni, in estate era stato seguito dalla Lazio, mentre nelle ultime settimane è stato accostato a Milan e Liverpool. La Roma, se Burdisso resterà della sua idea, cercherà di farsi trovare pronta.
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