Braccio di ferro per Montella

di Redazione, @forzaroma

(Corriere dello Sport – R.Maida) Magari è uno scontro vero, oppure fittizio, o forse semplicemente strategico. Però si va avanti con il giochino.

Il Catania assicura (ufficialmente) che non libererà Montella, la Roma garantisce (informalmente) che Montella è solo un candidato. Il dato di fatto è che dieci giorni dopo la fine del campionato, nonostante la promessa di Sabatini che si era dato proprio oggi come scadenza, la Roma non ha ancora annunciato l’allenatore. E potrebbe aspettare ancora prima di condividere con il mondo una decisione che sta diventando sofferta oltre ogni misura.

CERTEZZE – Una cosa resta ragionevolmente sicura in questa vicenda: il finale. Cioè, Montella allenerà la Roma. Perché a dispetto delle indicazioni diffuse da Trigoria, la Roma non ha un’alternativa credibile. Anche se Villas Boas, il primo allenatore contattato dopo le dimissioni di Luis Enrique, ha risolto il contratto con il Chelsea con una liquidazione piena di zeri e potrebbe “accontentarsi” di uno stipendio da 2 milioni netti. Baldini si è reso conto, anche dopo aver incontrato i proprietari americani a Boston, che nel suo secondo anno alla Roma non può ripartire da un ragazzo di 35 anni che non conosce l’ambiente, che ha diritto a un periodo di adattamento e che soprattutto si porta dietro il fardello del fiasco inglese, amplificato dal trionfo di Roberto Di Matteo. Ieri sera intanto, sulla panchina della Roma allo stadio Olimpico si è seduto Stefano Colantuono. Ma è stato solo per beneficenza. «Tranquilli – ha detto – io resto all’Atalanta» .
BLINDATO – Con Montella invece è tutto risolto. Ieri c’è stato un altro contatto con Baldini e Sabatini, a dimostrazione del fatto che la scelta è stata fatta (due settimane fa, non ora) ma non viene ancora ufficializzata per motivi di opportunità: il Catania non ha trovato il sostituto, manca l’intesa tra le società che accontenti le richieste di Pulvirenti. Montella ha anche rinunciato ai bonus che gli spettavano per i risultati ottenuti in campionato e ha accettato di guadagnare un po’ meno di Luis Enrique: potrebbe prendere un milione netto più i premi, firmando un contratto di due anni con opzione per il terzo.
LA VERITA’ – Cosa può far saltare il banco? Un diktat di James Pallotta, che un giorno si sveglia e ordina a Baldini di affidarsi a un allenatore più conosciuto a livello internazionale. Oppure la rigidità a oltranza di Pulvirenti, confortata da quel contratto biennale che Montella ha firmato un anno fa. Ma sono due situazioni fuori dal controllo della logica. Non si verificheranno.
L’ATTESA – Con i dirigenti della Roma, non a caso, Montella ha già pianificato e avallato le trattative di mercato di cui si sta occupando Sabatini in questi giorni, da Palacio e Rolando. Ha sposato un piano industriale che preveda investimenti sui giovani e una crescita graduale del livello della squadra. Si è già esposto con i tifosi del Catania ( «La Roma è la mia debolezza» ) e con gli ex compagni, a cui ha anticipato il ritorno. Sarebbe lui il primo a sentirsi tradito se Baldini cambiasse idea. Ma la sorpresa non ci sarà, è solo una questione di tempo. In realtà Montella, superati anche i piccoli ostacoli contrattuali della trattativa, si aspetta una telefonata già stamattina. In un quarto d’ora dalla sua villa di Casalpalocco, tra Roma e Ostia, sarebbe pronto a raggiungere Trigoria per l’incontro decisivo. La strada la conosce già…

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