rassegna stampa

Babù, romanista per un giorno, ora gioca a Maccarese

Si chiama Anderson Rodney De Oliveira, meglio conosciuto come Babù.

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Si chiama Anderson Rodney De Oliveira, meglio conosciuto come Babù. E’ stato per qualche giorno un giocatore della Roma. Un extracomunitario entrato nell’orbita giallorossa per avere la possibilità di acquistare Gervinho, l’attaccante voluto da Garcia. Tutto secondo il regolamento. Una storia da raccontare, perchè pochi mesi dopo Babù è tornato a Roma per giocare tra i dilettanti, nel Maccarese Giada.Come ci ricorda il Corriere dello Sport domenica ha debuttato contro il N.S.M.Mole Marino ed è arrivata una vittoria. Esordisce così: «A Maccarese sono arrivato per la conoscenza con il direttore generale Di Santo. Mi ha presentato un buon progetto. Abbiamo vinto la prima partita .Parliamo di questo».

Ma la sua storia in Italia comincia 12 anni fa. «Arrivai in Italia grazie a Cafu. Organizzò un’amichevole con qualche ragazzo brasiliano legato al suo stesso procuratore. Un giorno venne Zeman a vedermi e mi volle a Salerno». In Italia ha una famiglia a Napoli, moglie italiana e due figli. «Ho girato l’Italia. Con tanti infortuni che mi hanno frenato. Ho seguito Zeman a Lecce, ho segnato anche sei gol, poi mi sono rotto i legamenti crociati del ginocchio e sono stato fermo un anno».

Perchè la Roma, dopo la Paganese? «Perchè volevo fare un’esperienza e mi è stata offerta questa opportunità. Grassadonia mi ha voluto per giocare con il 4-3-3, poi è passato al 3-5-2 e io con quel modulo non posso mai giocare. Il tecnico ha fatto delle scelte. Così me ne sono andato». In Portogallo è rimasto solo due mesi. Qualche difficoltà con il transfert, che è arrivato venti giorni dopo, gli ha impedito di svolgere la preparazione con la squadra. Babù comunque ha avuto qualche vantaggio nel breve passaggio alla Roma: «Mi ha dato una possibilità, all'estero. Sono comunque riconoscente alla Roma. Quella soluzione era giusta per me e per loro.L’esperienza portoghese è stata breve, però ringrazio lo stesso la Roma» - prosegue - «L’allenatore che mi ha imposto in Italia è stato Zeman. Mi ha scelto e mi ha insegnato tantissimo». Giocare tra i dilettanti è diverso: «Un po’ più difficile, mi devo adattare alla categoria. C’è una grande differenza con i professionisti.». E’ legato a questo calcio, non si è sentito usato: «Posso giocare qualche anno, se il fisico me lo permette. Ma per continuare mi devo divertire, altrimenti è pesante. Non mi piace prendere il calcio come un lavoro». Confessa di essere tifoso della Roma: «Sono diventato della Roma per Cafu».