Burdisso torna titolare. Ma il futuro è altrove…

di Redazione, @forzaroma

(Gazzetta dello Sport – M.Calabresi) Nicolas Burdisso non è uno che si lascia andare ai sentimenti, almeno in campo: con quello sguardo da cattivo, ha messo paura a tanti amici-avversari e, non badando alla forma, si è guadagnato il soprannome di Bandito.

 

Tolti gli scarpini, però, tutto è meno che un «freddo»: eppure, quell’argentino all’apparenza imperturbabile, sabato potrebbe emozionarsi, se davvero quella contro il Milan (per lui, ex interista, quasi un derby) sarà la sua ultima partita da romanista. Il rischio c’è, perché negli ultimi tempi Burdisso si è immalinconito: gioca poco, Zeman lo considera un leader, ma nelle gerarchie è dietro Castan, Marquinhos e, se avesse un pizzico di esperienza in più, anche Romagnoli. Tutti i giocatori per cui Burdisso è un esempio: ma non basta più.

 

 

Precedente Prima delle valutazioni, però, c’è ancora una grande notte: Roma-Milan, quella dell’ultimo gol segnato in Serie A (29 ottobre, 2-3) prima dell’infortunio al ginocchio. A oggi, l’unica certezza al centro della difesa è lui: ieri, Zeman, gli ha messo accantoDe Rossi, ma è più probabile che recuperi Marquinhos, colui che ha trasformato Burdisso in una riserva, anche per quelle caratteristiche poco zemaniane che il boemo gli imputò prima dell’esclusione di Roma-Atalanta. Nico incassò il colpo, da quel giorno ha giocato due sole gare in campionato (più quella di Coppa con l’Atalanta): quella con il Palermo e il derby, in cui fu il migliore della difesa ma si beccò quarta ammonizione e squalifica. Vorrebbe rimanere a Roma, almeno fino alla scadenza del contratto (2014), ma non a fare la riserva: ha bisogno di giocare, e ha capito che a Roma non c’è la garanzia. Ha parlato con la società, lo rifarà anche dopo Natale, che trascorrerà in Argentina, raggiungendo la Roma direttamente a Orlando.

 

 

Spunta Alysson A quel punto sarà arrivato il momento di decidere, ma Sabatini si guarda attorno: le piste europee portano a Granqvist e Chiriches — con il Milan in vantaggio sul romeno —, ma è in Sudamerica che il d.s. vorrebbe rifare bingo, come già successo con Castan e Marquinhos, aspettando Dodò (si valuta il 22enne Alysson, centrale del Bahia). E il futuro di Nico? Non ancora al Boca Juniors, dove ha già detto di voler chiudere la carriera. Probabile che resti in Italia: Montella lo prenderebbe volentieri alla Fiorentina, il Napoli lo ha tra le opzioni per il sostituto di Cannavaro. Ci si penserà, magari dopo aver fermato El Shaarawy e, possibilmente, vinto per la prima volta con il Milan all’Olimpico da quando è a Roma. E se poi sarà davvero l’ultima, per Nico ci saranno solo applausi: impossibile che non gli facciano effetto.

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