Totti, la continuità. No Klose, no gol

di Redazione, @forzaroma

(Corriere della Sera – B.Tucci)  Forse meglio pensare alla partita di sabato con l’Inter che non a quella di lunedì scorso a Bologna. Perché si è vista una Lazio abulica. Zero aggressività e poca cattiveria.

 

Lo ha riconosciuto anche Petkovic che ha ammesso che non è stato «un bel match». Per fortuna, la classifica si è mossa ed i biancazzurri sono quarti in solitaria. Il pareggio del Monday night mostra che la Lazio non può fare a meno di Klose. Senza il tedesco anche i centrocampisti non hanno in area gli spazi sufficienti per battere a rete.

 

Ecco il grande problema. Il pensiero vola allora al prossimo match contro l’Inter. Si giocherà all’Olimpico e, fra le mura amiche, i giovanotti di Petko suonano tutta un’altra musica. Sarà necessario risfoderare la velocità e la grinta che hanno caratterizzato la Lazio dei tempi migliori. Attenzione: sono vietati i passi falsi, altrimenti la Champions si allontanerà pericolosamente. Allora, non c’è dubbio: contro la Fiorentina ha giocato una grande Roma, ripetutasi con l’Atalanta. Proprio quella disegnata da Zeman: aggressività e cinismo. Tutto bene, dunque, tranne due problemi che i dirigenti di Trigoria hanno il dovere di risolvere al più presto: Stekelenburg e De Rossi. Più eclatante il secondo caso, naturalmente, per le implicazioni economiche che comporta. Capitan Futuro guadagna diversi milioni di euro l’anno.

 

Non può continuare ad essere considerato un panchinaro. Ergo, se Zeman sarà ancora il mister della Roma, De Rossi deve esser ceduto. Subito, a gennaio. Sono contrario a mandar vie le «bandiere» di una squadra, ma siamo a un bivio. Ci vuole coraggio e la scelta, in questo caso, non significa temporeggiare, ma decidere. Lo stesso dicasi per il portiere, costato oltre 8 milioni di euro. Allora, che si vuol fare: lasciarlo in panchina per venderlo a fine stagione con sconti da Porta Portese?

 

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