Una ricapitalizzazione? La dirigenza ne sogna due

di Redazione, @forzaroma

(La Gazzetta dello Sport – M.Cecchini) – Non c’è stato bisogno di attendere il vertice di ieri a Trigoria per segnalare un dato che ormai si sussurra da giorni: i conti della Roma preoccupano.

O meglio — dopo il profondo rosso del recente passato— preoccupano se si vuole costruire subito una squadra di vertice. Al netto degli introiti sulle cessioni, infatti al momento il budget per il mercato si aggira solo sui 20 milioni, ed anche il futuro che incombe non roseo, tant’è che l’arrivo di DiBenedetto a Roma è atteso con ansia anche perché molti dirigenti sperano che i due proprietari del club (la cordata Usa e UniCredit) decidano di irrobustire la ricapitalizzazione già prevista o di metterne in cantiere un’altra.

Perdite super D’altronde i numeri sono abbastanza chiari. Le perdite di bilancio al 30 giugno sono di circa 53 milioni, che verranno in parte sterilizzate dai 30 milioni di finanziamento e 10 di «vendor loan» che UniCredit ha concesso al DiBenedetto &Co. A questi andranno aggiunti i previsti 35 milioni frutto della ricapitalizzazione, il che porterebbe all’ingresso di denaro fresco per 75 milioni, utile a creare quel surplus di 22 milioni da utilizzare.

Tutto sul mercato? Salvezza nell’Opa Andiamoci piano. Le previsioni di budget per la prossima stagione senza la Champions sono di circa 90-95 milioni che — se non si arrivasse a sensibili tagli sul monte ingaggi (e il rinnovo di contratto di De Rossi?) — andrebbero spesi quasi tutti per stipendi e premi, perciò quel surplus citato servirebbe anche per la gestione corrente. Una ciambella di salvataggio potrebbe arrivare però dall’Opa. I dirigenti, infatti, sperano nel probabile fallimento dell’offerta pubblica d’acquisto (le azioni sono valutate appena 0,67 euro), cosa che potrebbe convincere i proprietari a dirottare i 29 milioni stanziati alle casse. Ce ne sarebbe bisogno, visto che i prossimi conti saranno appesantiti non solo dai 40 milioni di finanziamenti concessi da UniCredit, ma anche dai 55 milioni che lo stesso istituto di credito ha anticipato al club per il pagamento di tutte le più recenti incombenze e che sono garantiti dai futuri diritti tv e di sponsor. Insomma, sperando che le cessioni eccellenti in vista (Vucinic, Menez, Borriello) portino denaro, i giudizi di tutti i protagonisti di questa Roma bicefala concordano su un punto: il quadro che è stato fatto al momento della due diligence (nonostante i documenti parlassero chiaro) se pur teneva conto delle necessità, ha forse sottovalutato l’aspetto delle ambizioni immediate. A meno che una ricapitalizzazione non autorizzi, a breve, a ripercorrere le strade dei sogni.

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